Tesori nascosti della città di Matera: ville e casini

Tesori nascosti della città di Matera: ville e casini

A chi non è capitato di prendere la macchina e vagabondare in giro per le strade senza una meta ma solo in compagnia dei propri pensieri? O di fare una “passeggiata cittadina” per scaricare tensioni e stress?

Decisamente a tutti…ebbene è proprio in questi casi (con dei piccoli viaggi avventurosi nella propria terra) che si scoprono degli angoli della città talvolta dimenticati.

A catturare il mio sguardo di recente, sono stati dei piccoli spazi verdi inglobati nel tessuto urbano dove al centro sorgono edifici intrisi di storia, fascino, mistero e purtroppo abbandono! Di cosa vi sto parlando? Di Ville e Casini della nostra Capitale!

Matera infatti, possiede un’identità storica che non si ferma nella città urbana ma è proiettata sul territorio circostante attraverso strutture rurali sparse al di fuori del primo perimetro urbano ed ormai in esso incluse. Un paesaggio, quello dei pianori collinari, che per ragioni climatiche, incoraggiava un tempo il sorgere di insediamenti come ville e casini, che con il loro verde, coronavano la città nel suo agro più prossimo. Qui la borghesia locale trascorreva lunghi periodi di villeggiatura nella quiete della campagna affermando visivamente il raggiunto status sociale.

Se le ville erano proprietà della nobiltà e della grande borghesia agraria, i casini appartenevano alla classe dei professionisti: notai, avvocati, medici e primi industriali o commercianti, per cui scomparve quasi del tutto, lo spazio destinato all’attività economico agricola.

Osservando quanto ci resta di tangibile di tali piccole residenze rurali e ricorrendo alla memoria storica delle fonti documentali, è possibile delineare un loro profilo costruttivo comune, di cui emerge il rispetto dei principi vitruviani.

In particolare la solidità o firmitas è restituita dalla struttura portante in muratura di tufo a sostegno delle chiusure orizzontali di volte a botte e padiglione degli ambienti interni e da fondamenta a sacco allargate con la profondità del terreno; l’utilità o utilitas nella distribuzione degli spazi, prevede uno sviluppo su pianta quadrata o rettangolare con un unico piano rialzato “nobile” ed uno seminterrato destinato alla servitù; infine la bellezza o venustas dettata da rigide ed armoniose simmetrie, tipiche delle correnti architettoniche del periodo in cui sorsero, e arricchite dal gusto estetico e dalla disponibilità economica dei proprietari.

Vediamo dunque, cosa è possibile ancora osservare nella città, di questo ordine rurale che a partire dalla seconda metà del XX secolo, è stato lentamente ingoiato dal costante ampliamento urbanistico della città stessa.

Solo qualche villa e casino si è salvato, divenendo punto di riferimento per i nuovi quartieri tra i quali percorrendoli, proveremo a tirare una linea ideale come a voler congiungere nord centro e sud della città, con qualche piccola deviazione.

Partiamo da Agna le Piane, dove troviamo abbandonato tra le cave di tufo che lo fiancheggiano, Casino Plasmati  di cui spicca l’alta colombaia posta in aderenza alla costruzione residenziale; procediamo verso Contrada Agna incontrando Casino Gambetta con la sua semplicità architettonica e costruttiva e superiamo il rione Cappuccini ammirando la bellezza quasi intatta di Casino Radogna da sempre abitato; per ricongiungerci sull’asse viario più importante della città, via Lucana, dove si affaccia l’eleganza di Villa Bronzini inglobata nel rione Pini. Superato il centro, facciamo una piccola deviazione su via delle Cererie attraversando il quartiere di Piccianello incontrando Casino Tortorelli con la sua particolare connotazione architettonica data dall’aderenza alla  piccola cappella dedita al culto di Santa Rita; fino a concludere il nostro tour di esplorazione nel quartiere San Giacomo con la magnificenza di Casino Graminale la cui immagine è decisamente compromessa dall’incuria del tempo e delle piante infestanti.

Quante architetture rurali avremo perso lungo il nostro tragitto? Decisamente tante! Matera offre per ogni svolta una nuova sorpresa e un nuovo elemento di curiosità da approfondire con attenzione e conoscenza.

Respirata a questo punto un po’ di storia visiva e delineati i tratti comuni, non resta che rientrare a casa e… se ancora i vostri pensieri vi attanagliano, lasciate che la musica sia il sottofondo per ripercorrere la  strada e attraversare la città, con  la consapevolezza  che vivere a Matera è una ricchezza  ed una costante scoperta di identità in cui specchiarsi e riconoscersi.

Non dimentichiamoci di questa importante riserva edile, ma ripensiamola adattandola alle esigenze della vita moderna, rispettosi dell’impronta di chi ha già fatto tutto questo prima di noi lasciando il segno.  A questo punto se le mie e le vostre idee non sono ascoltate, o restano incompiute, ci resta la fantasia dove nessuno può entrare se non “ad invito”. Buon tour di esplorazione a tutti!!

Per Materainside: Ing. Alessia Maragno

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