Quando risali?

Quando risali?

Difficile trovare qualcosa che dia noia ad un materano più di quella brutta gru rosso ruggine che appartiene ormai da anni allo skyline dei Sassi. Eppure c’è una singola, microscopica domanda che provoca al materano-fuorisede appena rientrato a casa un fastidio tale da sbaragliare qualsiasi altro tic nervoso: “Ma quando risali?”.

Capisco, anzi tutti noi fuorisede di buon-cuore capiamo, che sia una domanda fatta ingenuamente, per cortesia, per intavolare un discorso, ma anche no. Cambio proprio tavolo. Piuttosto salutami da lontano, un cenno andrà bene e non disturbiamo nemmeno il passaggio in via Ridola, che ogni sera è uno slalom tra i gruppetti di persone che si ritrovano ad imbastire conversazioni senza fine come se non si vedessero da una vita, ed invece sono vicini di casa.

E se ad un fuori-sede appena tornato a casa poni quella fatidica domanda, garantito che diventerai quel conoscente incontrato in via Ridola con il quale non verrà imbastita una conversazione, ma un intero corredo di peste e corna non appena volterà le spalle.

Quindi in nome della causa, ho stilato un elenco di domande che spero possano agevolare la conversazione con un tipico esemplare di materano-fuorisede appena scesa da un Marino:

  • Quando sei tornata/o?
  • Quante calorie hai ingurgitato in appena due ore dopo il tuo arrivo?
  • Chi hai già incontrato?
  • Quando ci vediamo per una pizza? (Che poi non avrà mai luogo, ma uno ci prova)
  • Che piani hai per queste vacanze?
  • Cosa ti ha preparato nonna?
  • Questa settimana facciamo il nostro solito tour dei caffè post-pranzo?

Poi giocate di fantasia, ma mai, mai stuzzicare un reduce da un lunghissimo viaggio ricordandogli i chilometri che dovrà rimacinare per tornare alla vita di tutti i giorni.

Steve Jobs diceva “Siate affamati, siate folli”, voi siate cauti e siate prudenti, e ovviamente rimanete affamati che a Matera ne vale la pena.

Michela Barbone per Matera Inside

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