Perchè i Sassi ed il Parco della Murgia sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità?

Perchè i Sassi ed il Parco della Murgia sono Patrimonio Mondiale dell’Umanità?

Come sapete, amici di Matera Inside, i Sassi (dal 1993) ed il Parco delle Chiese Rupestri del Materano (dal 2007) sono iscritti tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità nella prestigiosa lista redatta dall’UNESCO.

Attualmente, l’Italia possiede 51 siti Patrimoni Mondiali dell’Umanità (primo stato al mondo): i Sassi di Matera sono stati l’ottavo sito italiano insignito Patrimonio UNESCO, il primo del meridione. L’iter per entrare a far parte della lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità, come è giusto che sia, è lungo è tortuoso; per giunta, in alcuni casi, se l’integrità e l’unicità del sito è violata dall’uomo, è prevista anche la revoca del titolo.

I Sassi di Matera ed il Parco delle Chiese Rupestri del Materano sono Patrimoni Mondiali dell’Umanità per 3 essenziali motivi (fonte: sito ufficiale unesco)

  • i Sassi e il Parco di Matera sono un notevole esempio di insediamento rupestre perfettamente adattato al contesto geomorfologico e all’ecosistema attraverso una continuità di oltre due millenni;
  • la città e il Parco sono un notevole esempio di complesso architettonico e paesaggistico che illustra un numero significativo di stadi della storia dell’umanità;
  • la città e il Parco sono un notevole esempio di insediamento umano e di uso del territorio tradizionali che mostrano l’evoluzione di una cultura che ha mantenuto nel tempo relazioni armoniose con l’ambiente naturale.

Due sono quindi le caratteristiche uniche al mondo offerte dall’insediamento dei Sassi e dell’altopiano murgico:

  1. l’eccezionale continuità storica -con l’uomo che calpesta i suoli calcarenitici fin dal Paleolitico (anche se i primi insediamenti stabili si  datano “solo” 9000 anni fa)- che a Matera si è conservata intatta fin da portare l’Età della Pietra alle porte della modernità;
  2. lo sviluppo di un sistema insediativo in perfetta simbiosi con la natura, dal sistema di canalizzazione delle acque di pioggia, alle case-grotta scavate in modo tale da renderle fresche in estate e riscaldate dai raggi solari in inverno, fino ai grabiglioni (due torrenti, corrispondenti alle attuali Via Buozzi e Via Fiorentini) che costituivano il “sistema fognario” della Matera che fu.

Per ulteriori approfondimenti visitare il sito di Pietro Laureano (l’architetto di Tricarico che ha avuto il merito di redarre il dossier di candidatura di Matera a sito UNESCO): http://www.laureano.it/web/?page_id=92&language=it

Fonte immagine in evidenza: clicca qui

Fabio Rizzi per Matera Inside

 

Loading Facebook Comments ...