Matera 2019, Capodanno 2016 e Politica anni ’80

Matera 2019, Capodanno 2016 e Politica anni ’80

Matera è viva, più che mai, pronta ad affrontare gli ostacoli e le difficoltà che la attendono nel lungo cammino fino al 2019, fiancheggiata da un vero e proprio esercito non indifferente di risorse, non solo culturali, ma anche politiche ed economiche.

Il Capodanno 2016 ne dovrebbe essere stata la piena dimostrazione, perché l’evento, è vero, aveva ben poco di culturale, ma messi da parte alcuni piccoli strafalcioni tecnico-televisivi, è riuscito! Matera ha avuto un ampio spazio nel corso della settimana precedente alla trasmissione e durante l’evento stesso, uno spazio tale da avvicinarsi a doppiare Roma nelle richieste sui motori di ricerca e, prima ancora, a riempire hotel e b&b nel giro di pochi giorni dall’annuncio dell’evento. Cinquantacinque mila presenze, organizzazione impeccabile e promozione riuscita; e pensare che questo non è nemmeno un evento legato al famoso dossier-eventificio di cui parlava De Ruggeri in campagna elettorale, ma ad una intuizione attribuita dal nostro Sindaco a Marcello Pittella che ha prontamente indirizzato i fondi FESR 2007-2013 che. altrimenti, sarebbero tornati all’UE, come spesso accade.

Eppure alcune perplessità ci sono e non ci si riferisce certo alla qualità degli ospiti, alle poco valide imitazioni del “Tale e Quale Show” e ad una conduzione il cui giudizio rimane pur sempre soggettivo, ma personalmente non ha entusiasmato. Le perplessità di cui si parla, invece, sono legate all’impressione che la strategia usata per questo evento possa rivelarsi deleteria per il resto del progetto.

De Ruggeri, nella sua intervista post evento rilasciata agli organi di stampa, si è ritenuto giustamente soddisfatto dei risultati ottenuti, ma se ipotizzassimo, malignamente, che questo evento rappresenti una “linea guida” di ciò che è l’idea “Matera 2019” secondo la politica lucana, allora sorgono delle domande.

Basta, infatti, spostare l’occhio sulla provincia di Matera, piuttosto che su quella Barese, per accorgersi che questo particolare evento ha “snobbato” la possibilità di poter spalmare il flusso di turisti proveniente nel capoluogo verso i culturalmente validissimi paesi limitrofi, che non hanno risentito positivamente dell’evento e che si è preferito, finora, accentrare ostinatamente l’attenzione su Matera al punto da sovraccaricare la città di numeri che ha oggettivamente difficoltà a gestire. Certo, la RAI non ha mancato di dare spazio nei propri servizi a questo aspetto, ma la tendenza sembra diversa. Se poi si pensa che l’obiettivo è, appunto, la Cultura, quale miglior modo di valorizzare la nostra terra se non quello di rendere Matera il traino di un’intera provincia ricca di unicità straordinarie? Montescaglioso, Miglionico, Pomarico, Metaponto, Aliano, Craco e tanti altri luoghi “inesplorati” del nostro territorio aspettano di essere conosciuti ed è necessario che chi di dovere veda quest’occasione per far esprimere un potenziale a territori “sconosciuti” piuttosto che spremere e insistere su territori su cui l’interesse par essere soprattutto economico e politico.

Che destino aspettano, dunque, le rarissime e uniche bellezze della provincia di Matera e della Regione? Essere positivi è sicuramente d’obbligo, ma è pur legittimo che le ombre della politica anni ’80, fatta di giochi atti all’arricchimento di quei pochi protagonisti, possano tornare in mente.

Filippo Tuzio per Materainside

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