La Pasqua a Matera: usi e tradizioni

La Pasqua a Matera: usi e tradizioni

Le tradizioni pasquali della città di Matera si rifanno, come in tutta Italia, alla tradizione ebraica che celebra la liberazione del popolo eletto dalla schiavitù d’Egitto.

L’ultima settimana della vita terrena di Gesù si svolse proprio nel periodo della pasqua ebraica; la morte e la resurrezione di Cristo coincidono con la rinascita della natura. La Pasqua, infatti, ha data mobile sul calendario e coincide con il primo plenilunio dopo l’equinozio, ovvero l’inizio della bella stagione ed è legata ai culti ancestrali della rinascita del sole.

Dopo la festa del Carnevale, comincia il periodo della Quaresima che rappresenta il periodo nel deserto trascorso da Gesù, dove il fedele si prepara alla Pasqua. Questa ricorrenza inizia con il mercoledì delle Ceneri e si protrae fino al Giovedì Santo.

Il Giovedì Santo da inizio alle manifestazioni pasquali: si parte con la benedizione degli oli e del Chrisma e, alla sera, viene celebrata la messa dell’ultima cena del Signore, nella quale, Egli lavò e asciugò i piedi dei suoi discepoli per ricordare il dovere di vivere al servizio degli altri. Questo è il tempo dei “Sepolcri”, altari addobbati che simboleggiano il Sepolcro del Signore. Gli addobbi sono costituiti da composizioni floreali, ottenute facendo germogliare del grano “U Jìren d Crust” in una ciotola con dell’ovatta imbevuta in casa al buio, cosicché questo assuma sfumature irreali bianco giallognolo e verde chiaro. I Sepolcri vengono donati dai fedeli per l’addobbo dell’altare dove giace il Cristo morto. La visita ai sepolcri, da parte dei fedeli,  si protrae per tutta la notte e viene fatta esclusivamente in numero dispari di chiese diverse. Questo perché i numeri dispari erano ritenuti propizi. Inoltre la tradizione dei sepolcri è metafora della rinascita della natura e si ricollega al mito greco-romano di Proserpina: esso rappresentava un rito propiziatorio per la rinascita della vegetazione, pertanto era ritenuto molto importante dalla società contadina che, in questo modo, propiziava l’esito del raccolto. Il Venerdì Santo è incentrato sulla Via Crucis. Le  statue di Gesù in croce e della Madonna Addolorata sono portate in processione dai fedeli, mentre la banda suona un repertorio funebre. La sera del Sabato Santo avviene la benedizione del cero pasquale. La domenica di Pasqua ai bambini viene donata la “pannaredd“, in genere, in forma di pupa o borsetta per le bambine e di cavallo o cestino per i bambini. Questo dolce viene mangiato solitamente per colazione e ha nel centro un uovo sodo, sempre in numero dispari ( al fine di rappresentare la rinascita della primavera) di colore rosso, che invece nella tradizione popolare aveva la capacità di distruggere ogni influsso malefico. Il pranzo pasquale ha come piatto cardine l’agnello. Il giorno del Lunedì dell’Angelo, le famiglie sono solite andare a fare una scampagnata, alla diga, a Metaponto (luogo di balneazione principe per i materani) o nella vicina Puglia.

ENGLISH VERSION

Easter traditions in Italy belong to the Hebraic ones related to the freeing of the chosen people from the slavery in Egypt. Last week of Jesus on Earth just corresponded to the Easter week; Jesus death and resurrection match exactly with the rebirth of nature: Easter, indeed, match with the first full moon after the spring equinox and it is quite bound to the pagan rituals for the rebirth of the Sun. Celebrations start on the Holy Thursday with the mass of the Last Supper, and this is the time of the ” Sepulchres” these are special altars which represent Jesus’s tomb. These decorations are stunning flower arrangement created sprouting grain in wet cotton pads  in the darkness at home so that the small plants get a tiny yellowish color. Again this tradition represent a metaphor of nature’s rebirth and can be reconnected to the roman-greek myth of Proserpine. The Holy Friday is the day of the ” Via Crucis”- Cross path- in which it is remembered the day in which Jesus had to carry the cross  to the Golgotha. On Easter Sunday after the mass a cake, made by grandmothers, is given to children: La Pannaredd – it is a sweet in the shape of a Roaster for boys and a doll for girls. At the center a boiled egg is inserted. On Monday after Ester all the families have a pic nick on the outskirts of the town, at the lake or in Metaponto on the coast.

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