Il PESO di casa

Il PESO di casa

Un vecchio luminare teorizzò, in tempi non sospetti, un elaborato assunto secondo il quale il tornare a casa procurerebbe al soggetto non solo uno stato di beatitudine e gioia infinita, ma anche un paio di cm in più sul punto vita.

Ragazzi, parliamoci chiaro, chiunque sia ‘sto scienziato, non ha sbagliato manco per niente. Si sta avvicinando quel periodo dell’anno, proprio lui. Il biglietto per tornare a casa è stato prenotato (e se non l’avete fatto, PROVVEDETE per l’Amor di Dio), le riserve dell’ultimo “pacco daggiù” stanno terminando e l’aria profuma di freddo e lucine.

È quel periodo dell’anno in cui i calendari, per lo meno per noi fuori-sede, trovano finalmente il loro posto nel mondo e vengono utilizzati. Spuntiamo con scrupolosa attenzione ogni giorno in meno che ci separa da casa.

C come casa, c come cibo, c come la Cintura che dovremo allargare dopo le vacanze natalizie. Perché quando SCENDI a casa è bene che tu non SALGA sulla bilancia. Che al contrario tuo, le cifre sul quell’impietoso schermino digitale saliranno e saliranno e saliranno, Buzz Lightear direbbe “Verso l’infinito e oltre”. Per non parlare dell’inesauribile numero di giri in senso orario che farebbe la lancetta di quella analogica. Un senso di colpa gigantesco piazzato sul nostro orgoglio mentre addentiamo l’ennesima forchettata di quella pasta al forno che abbiamo bramato per mesi.

Ma forse è giusto non pensarci adesso, ora godiamoci l’attesa. E addormentiamoci ogni sera pensando che anche l’impasto delle pettole sta riposando, che lui sarà pronto per noi, perché noi siamo pronti per lui DA MO AVE. Dopo tutto essere fuori-sede è anche questo: PORTARE IL PESO DI CASA.

Michela Barbone per Matera Inside

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