Blackshape: da Monopoli ai cieli di tutto il mondo.

Blackshape: da Monopoli ai cieli di tutto il mondo.

Continua il viaggio tra le meravigliose realtà del Grande Meridione, questa volta lo facciamo nel cielo azzurro, limpido e sereno che avvolge la splendida Puglia.

«Laurearsi con voti alti e il prima possibile, proporre una tesi sul campo con esperienza all’estero, conoscere benissimo almeno due lingue straniere, mai scoraggiarsi e soprattutto seguire le proprie passioni», sono stati gli ingredienti che hanno portato al successo due  giovani pugliesi, Angelo Petrosillo, 34enne di Monopoli e Luciano Belviso, 33enne di Bari, che nel giro di una manciata di anni sono riusciti a costruirsi un impero grazie alla loro tenacia, costanza, passione e grande fiducia reciproca che li lega. Angelo e Luciano sono i fondatori della Blackshape, un’azienda innovativa, nata nel 2011, che ha prodotto con successo il suo primo aereo totalmente in fibra di carbonio: i due giovani infatti, nella vita disegnano, progettano, costruiscono e vendono aerei.

Conosciutisi al liceo, hanno condotto studi differenti per poi essere animati da una passione comune: il volo. Dopo aver portato a termine la loro formazione in Europa hanno deciso di tornare nella loro terra d’origine per dedicarsi in toto all’obiettivo di mettere le ali ai loro sogni. «Il richiamo della nostra Puglia è stato troppo forte – ha affermato Petrosillo –. Siamo partiti con un finanziamento regionale di 25mila euro. Ma avevamo bisogno di un ulteriore sostegno economico e strategico. Decisivo è stato l’imprenditore Vito Pertosa, già patron della Mermec, leader mondiale dei treni tecnologici di misura. L’ho incontrato per strada un venerdì mattina e ci ha dato appuntamento il lunedì. Ha creduto in noi e ha investito nella nostra idea».

Ma Blackshape non è soltanto un esempio del nuovo made in Italy: è la storia forse più luminosa della possibile innovazione, nonostante tutto, in questo paese. E’ una storia che, come le migliori favole, ha tutti i requisiti al posto giusto: il capitale umano, il ruolo delle istituzioni pubbliche, l’azienda e l’idea innovativa. È proprio quest’ultimo fattore, il desiderio di ingegnarsi per dar luogo a novità, attraverso materiali altrettanto innovativi, come la fibra di carbonio, che ha reso l’azienda una startup nel settore: oggi fa concorrenza alle aziende più note a livello mondiale. Il gruppo ha un giro d’affari di 250 milioni di euro, con 6 sedi in Italia e 13 nel mondo con circa 1200 dipendenti di cui 700 ingegneri.

Questi “gioiellini” sono stati definiti le “Ferrari dei cieli”: uno dei primi a far visita alla fabbrica è stato proprio il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo il quale è stato piacevolmente colpito dalla loro bellezza. La straordinarietà di tali aerei sta nell’attenzione ai dettagli in quanto un Blackshape pesa circa la metà dei concorrenti, è più veloce e consuma molto meno.

La politica della loro azienda è incentrata sull’apertura ai nuovi talenti, circa ogni sei mesi dieci studenti di ingegneria fra i migliori di Europa vengono invitati a far parte del loro laboratorio, ai quali viene affidato un progetto specifico. Il miglior progetto viene realizzato e porterà per sempre il nome dello studente al quale sarà offerta assunzione a tempo indeterminato.

Il sogno dei due giovani imprenditori è di diventare la prima azienda aeronautica privata in Italia; sarebbe ancora una volta un traguardo per un intero Sud che affannatamente cerca di ritornare a galla, con i suoi talenti e con i tanti cervelli obbligati alla fuga, ma animati tutti dallo stesso desiderio di “fare quello che più piace nella propria terra”. Il punto di partenza è la consapevolezza che non ci potrà essere sviluppo per l’Italia se non ve ne sarà per tutti. Se si vuole tornare a far fiorire il Sud bisogna tornare a seminare, curare e coltivare il terreno più fertile: i giovani.

A cura di Stefania Lamacchia per Matera Inside.

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