Via Bruno Buozzi

Via Bruno Buozzi

Via Bruno Buozzi, a Matera, è conosciuta come la zona delle conche, in dialetto “u chengh”.

Le conche, in italiano, indicano una zona depressa che, data la conformazione rocciosa calcarenitica dei Sassi, possono essere identificate con le depressioni formate da delle doline. Le doline rappresentano delle conche chiuse tipiche degli ambienti carsici. Esse, successivamente, conducevano, costeggiando il cosiddetto Grabiglione o “Uarvigghijòn”, ovvero il torrente che tagliava in due  il Sasso Caveoso, verso la forra del Torrente Gravina.

La parte superiore di via Bruno Buozzi era detta la “Vocch du Chengh”, mentre la zona pianeggiante antistante all’imbocco della discesa, la “Vocch du Uarvigghijòn”. I Grabiglioni (ce n’era uno anche nel Sasso Barisano) venivano utilizzati in passato, dato che la città di Matera non era ancora stata dotata di un sistema fognario, come “collettore” dei liquami fognari dei residenti. Durante l’epoca fascista vennero coperti dalle attuali via Bruno Buozzi nel Sasso Caveoso e via D’Addozio nel Sasso Barisano. La zona delle conche è, inoltre, caratterizzata dalla presenza dell’antico complesso monastico di Santa Maria de Armenis che, fin dal medioevo, divenne un importante centro religioso della zona.

Materainside

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