“ U fus’ “ o la ” Parca “

“ U fus’ “ o la ” Parca “

E’la figura che apre i cortei  del Carnevale di Montescaglioso ed una delle presenze più straordinarie delle sfilate: ci riporta direttamente al mondo delle popolazioni indigene, greche e romane. Costituisce la personificazione giunta quasi intatta nei riti popolari della “ Parca “ romana  delle “ Moire “ greche. Sono figure mitologiche che soprassiedono al destino dell’uomo ed al fato inesorabile, rappresentate come vecchie tessitrici. Sono destinate a tre funzioni diverse. La prima dipana il filo della vita e presiede alla nascita; la seconda assegna i destini stabilendo la durata della vita; la terza taglia il filo della vita nel momento predestinato. Nel Carnevale di Montescaglioso, una vecchiaccia immonda e sguaiata impersonificata da un maschio, è armata con un grande fuso agganciato a una lunga corda. Quando il corteo si ferma “ u fus’ “ è lanciato in strada. Ruota per terra agganciato alla cordicella manovrata dalla “ Parca “, disegnando un ampio cerchio intorno al quale si assiepano i passanti. Guai a farsi toccare dal fuso. La morte incombe. L’interruzione del cerchio, ovvero l’eterno ritorno dei cicli vitali, rappresenta nella memoria ancestrale delle Parche, l’interruzione del filo della vita e del destino. La presenza nel corteo di Carnevale di altre figure femminili, la “ Quaremma “ e la femmina gravida, a simboleggiare la nascita, riconduce alla memoria delle tre Parche che nel corso dello sviluppo della tradizione carnascialesca hanno poi assunto caratteri propri.

Fonte. Cea montescaglioso

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