Trump a Seul. Continua il ping pong con Pyongyang

Trump a Seul. Continua il ping pong con Pyongyang

Da diversi mesi a questa parte, come è ben noto, il regime di Pyongyang fa vibrare gli animi del mondo intero a suon di test nucleari e minacce di devastazione. Il leader nordcoreano Kim Jong-un, infatti, non avrebbe risparmiato alcun tipo di  minaccia anche personale, nei confronti del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e avrebbe rivolto moniti di ditruzione nei confronti della nazione intera. La situazione sembrerebbe appesa ad un filo, e molti leader mondiali avrebbero manifestato segni di significativa preoccupazione, in particolare il Giappone, che avrebbe subito più volte delle minacce dirette, a suon di missili. I test nucleari della Corea del Nord avrebbero provocato anche eventi drammatici come terremoti e incidenti nei quali avrebbero addirittura perso la vita circa duecento operai a causa del cedimento di un tunnel in un sito nucleare. Rimane complicato far si che il leader nordcoreano possa sedere al tavolo dei negoziati al fine di trovare un accordo onde evitare una catastrofe nucleare. I rischi maggiori della minaccia nordocoreana sono a carico dell’ altra Corea, quella del sud, uno dei principali alleati degli States. Proprio in questi giorni, in occasione di un vertice diplomatico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si troverebbe a Seul in visita al Parlamento. Nel suo discorso, ovviamente, non avrebbe risparmiato riferimenti diretti Pyongyang. Il discorso del presidente, pare non sia stato proprio dei più diplomatici, soprattutto nei confronti della Corea del Nord. Il leader degli States, avrebbe invitato il regime a “non provarci”, ergo a non sfidare gli Stati Uniti in quanto, la minaccia alle città statunitensi, secondo il presidente americano, non sarebbero tollerate in alcun modo. Trump ha specificato inoltre, che un attacco via terra non sarebbe da escludere qualora la crisi non dovesse risolversi. Donald Trump avrebbe inoltre invitato Cina e Russia a non garantire alcun tipo di appoggio alla Corea del Nord. Questo botta e risposta tra i due leader a cui siamo ormai tristemente abituati ad assistere lascia un retrogusto amaro appartenente ad una storia già vista, fatta di distruzione e sofferenza. Che il tavolo delle trattative possa portare ad un accordo al più presto, perchè la corsa agli armamenti possa essere fermata una volta e per sempre.

Fonte foto: ilpost.it

Luigi Tocci per MateraInside

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