I treni servono per far incontrare le persone, non per dividerle per sempre

I treni servono per far incontrare le persone, non per dividerle per sempre

Alle ore 11.30 di ieri 12 Luglio si è verificata una vera tragedia. Due treni si sono accartocciati in uno scontro nelle campagne della Murgia. Ventitre morti e oltre 50 feriti, molti dei quali incastrati nei convogli, nello scontro frontale fra due treni di linea delle Ferrovie Nord Barese avvenuto in mattinata sul tratto a binario unico.

Il dayafter è condizionato ancora dal troppo dolore che non ci permette di essere lucidi. Anche se non sono pugliese, questa tragedia la sento vicina. E’ una tragedia immane, l’hanno detto tutti. Su quei treni c’era gente comune, dei possibili nostri conoscenti o dei nostri compagni di università. In un certo senso, i pendolari possono essere considerati anche degli eroi. Perchè? Perchè è povera gente che per motivi di lavoro o di studio, nonostante le varie problematiche, salgono su quei “mezzi”, perchè non hanno altra scelta. Loro sono più forti di tutto: delle scarse condizioni igieniche, del valore del tempo e dei minuti, del numero sproporzionato di persone a bordo, dell’aria condizionata e dei vari servizi mancante, degli orari non rispettati, dell’inefficienza generale, ma soprattutto delle promesse che equivalgono a menzogne. Quelle promesse pronte a rilanciare definitivamente il Mezzogiorno, pronte a munirlo delle necessarie infrastrutture per consolidarlo e per fare in modo che si possa finalmente far scoprire la bella Italia, purtroppo ancora nascosta.

Le promesse sono belle, a patto che vengano mantenute. Senza giri di parole, è ovvio che quel binario unico fa rabbia. Fra il 2010 e il 2015 il taglio ai servizi ferroviari è stato pari al 18,9% in Basilicata, al 26,4% in Calabria, al 15,1% in Campania. C’è da dire che tra Sblocca Italia e l’ultima legge di stabilità sono state avanzate le risorse per il trasporto ferroviario: quasi 5 miliardi di euro. Eppure c’è l’ennesima promessa non mantenuta, dato che la ripartizione di tale somma prevede che 4 miliardi e 799 milioni vadano da Firenze in su, mentre solo 60 milioni debbano essere destinati  a Sud di Firenze. In altre parole, il 98,8% delle risorse al Nord e l’1,26 al Centro-Sud. (Dati Pendolaria 2015).

Attenzione, questo piccola e semplice riflessione non vuole alimentare polemiche sterili che vedono protagonisti determinati personaggi con evidenti problemi personali, a cui non conviene prestare la minima attenzione, dato il loro obiettivo di accendere polemiche di cui non abbiamo bisogno. Ci vogliono divisi, ma non ci avranno mai così perchè, mai come adesso, le persone devono stringersi in un abbraccio, riscoprirsi comunità e non fare il gioco di chi sulla nostra pelle (e sulle divisioni) ci campa da troppo tempo. A tal proposito, ieri la comunità Barese ha dato una risposta meravigliosa: subito dopo la notizia, l’intera popolazione pugliese è accorsa nei centri ospedalieri di tutta la Regione per donare sangue a chi ne avesse bisogno. Sono state tantissime le persone dal cuore immenso che hanno atteso per ore pur di offrire il proprio contributo. Questo è il sud che si dovrebbe conoscere.

Purtroppo la realtà dei fatti è un’altra: ancora una volta la mancanza di attenzione e di precauzioni è stata pagata a caro prezzo. Ci vorrebbero delle promesse serie stavolta, anche perchè in questi casi, i giochi politici non sono assolutamente permessi. Sfruttare delle tragedie per accaparrarsi qualche voto politico, screditando altri movimenti politici, non permette di uscirne meglio. Conviene fare silenzio, almeno per rispetto. Sono queste tragedie che dovrebbero farci comprendere l’importanza della vita, di ogni attimo. Ieri molti sogni sono stati spezzati, pertanto devono seguire delle importanti risposte, ma sopratutto adeguate. Non bastano soluzioni per cercare di tamponare il problema: vedi Matera, Capitale europea della cultura nel 2019, Patrimonio dell’Unesco, che è l’unico capoluogo di provincia italiano non coperto dalla rete ferroviaria. Anzi, Matera una stazione ce l’ha, ma non è attiva: i lavori per la sua costruzione cominciarono nel 1986, ma non furono mai terminati. Una città che non esiste, per Fs. Per riparare al danno, le Ferrovie hanno lanciato la formula “Freccia link”, collegando la stazione di Salerno – coperta dalle Tav – con dei pullman diretti nella città lucana.

Sperando che possa essere fatta giustizia per le vittime di questa tragedia e che si dica, una volta per tutte, BASTA.

Si parte per lavoro, per piacere, per studio, per amore. Si parte dopo un abbraccio, un bacio, un arrivederci, ma mai per un addio. I treni servono per far incontrare le persone, non per dividerle per sempre.

Guido Tortorelli per Materainside

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