Saverio Pepe: “Canto il jazz per passione”

Saverio Pepe: “Canto il jazz per passione”

Quest’oggi si racconta a Sei Forte Matera un altro artista. Un artista eclettico, un cantante o meglio un cantautore che ha scelto un genere non popolare, ma molto intrigante come il jazz. Con molta umiltà ha studiato presso il Conservatorio cittadino, ha preso un diploma di laurea e ha realizzato il suo primo disco “Canto male il jazz” con artisti davvero prestigiosi.  Si tratta del mitico Saverio Pepe. Ringraziamo Saverio per gentilezza e la disponibilità dimostrateci. Di seguito l’intervista:

Ciao Saverio, tutti ti ricordano come volto noto dell’emittente locale, Trm, con alcuni tuoi programmi storici, Rioni punto e a capo e C’è tempo, tra gli altri. Che ricordi hai di quell’esperienza?

TRM rappresenta per me il periodo della formazione artistica. Uno di quei laboratori di idee nei quali si partorivano contenuti e concetti sotto forma di immagini per rendere protagonista la città e i suoi cittadini. Una realtà alla quale mi sento tuttora legatissimo pur non facendone più parte direttamente. Il mio cuore, i miei amici, sono in Via Giolitti.

Dalla televisione hai abbracciato un altro mondo interessante quello della musica jazz. Infatti, a marzo 2014 hai preso il diploma di laurea in canto jazz presso il Conservatorio di Matera. Come è nata questa tua passione?

La passione per la musica è precedente a quella della televisione. Per il jazz la passione è nata attorno al 2002. Da allora gli ascolti sono diventati molto vari perchè la passione per il jazz si è mescolata con la formazione musicale legata ai cantautori italiani. Solo di recente, però, ho deciso di approfondire bene le questioni legate al pentagramma ed ho quindi intrapreso il percorso di studi accademici in Conservatorio.

Lo scorso anno invece è uscito il tuo disco “Canto male il jazz” che nel mese di maggio la rivista “Musica Jazz” ha incluso nella versione originale. Parlaci un po’ del tuo disco e delle prestigiosi collaborazioni musicali.

Il mio lavoro discografico che trovate su www.saveriopepe.it, è un punto di arrivo del mio percorso artistico, e come tale, contemporaneamente un punto di ripartenza. Una esperienza artistica nuova per me, diversa rispetto alle precedenti, entusiasmante, a cominciare dall’incontro con il compositore Valter Sivilotti (complice il Conservatorio), poi i musicisti che vi hanno preso parte. Un team che mi ha riempito di orgoglio: Deidda, Scannapieco, Tamburini, Vigorito, Di Leone, Scasciamacchia, Ippolito. Tutti nomi altisonanti nel mondo del jazz. Ma anche musicisti con esperienza nella musica leggera dato che il disco è un lavoro di ricerca e commistione fra la canzone italiana e il jazz. Ascoltare per credere.

Sempre lo scorso anno hai parlato del tuo disco nella trasmissione web “Edicola Fiore” con Fiorello. Da cosa è nata quella partecipazione?

Con Fiorello c’era stato un contatto procurato dal mio ufficio stampa romano, Carta da Musica. Fiorello si è incuriosito perchè nel disco ci ha suonato (ed ha arrangiato la parte dei fiati) Marco Tamburini (tragicamente scomparso qualche mese fa), trombettista storico di Jovanotti, grande amico dello show-man. Ha quindi ascoltato il mio lavoro ed ha deciso di ospitarmi durante la sua Edicola. Dopo la prima puntata insieme, mi ha invitato per il giorno successivo, ed io ho, ovviamente, accettato. Un’esperienza meravigliosa.

Credi che nella città di Matera si possa fare musica jazz? ci sono i contenitori culturali adatti a svolgere questo tipo di concerti?

Matera, grazie all’associazionismo che negli anni ha consolidato esperienze, è di per sé il contenitore ideale per il jazz. Basti pensare all’Onyx Jazz Club, al MiFaJazz, al Basilijazz e a tutti gli artisti che sono passati dalla città dei Sassi negli ultimi 30’anni. Gli spazi attualmente destinati a questo tipo di eventi, forse non sono sufficienti. Ma ci sono luoghi abbandonati a se stessi, che opportunamente riqualificati, possono essere di ottima ricettività per il pubblico educato ed ordinato appassionato di questo genere musicale.

Cosa pensi del progetto Matera 2019?

Matera 2019 è la nostra grande opportunità. Ci stiamo muovendo bene e sono certo si possa fare di più. Ne va il futuro nostro e quello della generazione che ci seguirà.

Tuoi progetti futuri?

Nel futuro è già previsto un secondo album con tante sorprese e tanta tanta tanta bella musica (ovviamente sempre cantata male!).

 

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