Sassi di Matera: alcune curiosità sugli antichi rioni Patrimonio UNESCO

Sassi di Matera: alcune curiosità sugli antichi rioni Patrimonio UNESCO

Amici di Matera Inside, i Sassi di Matera, non ci stancheremo mai di dirlo, sono un luogo magico, di una bellezza struggente; il lato estetico, però, non è l’unica caratteristica peculiare dei rioni Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 1993: essi infatti, nascondono un processo di crescita urbana in simbiosi con la natura che ha pochi eguali nel mondo.

Ci sono tanti aspetti dei Rioni Sassi che non sono frutto di una casualità, come si portebbe pensare, ma di un ingegno umano degno dei migliori ingegneri ed architetti odierni:

  • Perchè i Sassi sono sorti sul lato occidentale della Gravina di Matera e non su quello orientale corrispondente all’attuale Belvedere di Murgia Timone?  La stratigrafia della murgia materana è tale che ci sono due successioni geologiche: in profondità si trova il calcare di Altamura, molto compatto e duro e quindi difficile da lavorare e scavare, mentre più in superficie affiora la calcarenite di Gravina, più tenera e lavorabile dall’uomo.  Sul lato occidentale della Gravina lo strato di calcarenite è molto più spesso rispetto che a quello orientale, sul quale i nostri antenati hanno potuto scavare grotte quasi fino alla metà della gravina stessa:

Figura 1 – sezione geologica della Gravina di Matera: si nota come lo strato di calcarenite (in fucsia) sia molto più accentuato nel versante occidentale (fonte: la città dell’uomo)

  • Perchè le case-grotta molto spesso presentano più piani scavati obliquamente? Perchè in inverno, quando i raggi del Sole sono più obliqui, questi riescono a penetrare fino in fondo riscaldando naturalmente gli ambienti. In estate, invece, i raggi solari sono quasi perpendicolari al suolo, cosicché questi colpiscono solo gli ingressi degli ipogei lasciandoli freschi e umidi. Fonte: (Pietro Laureano)
  • La fisionomia dei Sassi è stata sempre quella che vediamo oggi? Assolutamente no, i Sassi sono il frutto di un’architettura collettiva che si è sviluppata nel corso dei secoli, e che ha visto la diffusione delle case grotta, poi l’evoluzione delle stesse utilizzando il materiale da scavo per la muratura esterna ed infine la diffusione di case interamente costruite come ad esempio quelle che si trovano sul lato di via Fiorentini. Non solo, la stessa via carrabile degli antichi rioni (Via Fiorentini-Via Madonna delle Virtù-Via Buozzi) è sorta solo negli anni ’30 del secolo scorso quando, in pieno periodo fascista, furono interrati i 2 torrentelli che solcavano i Sassi (i grabiglioni), ed margine della rupe della Civita sul canyon della Gravina venne tagliato sezionando grotte, cisterne, abitati rupestri e vicinati e interrompendo i sentieri di collegamento con l’altopiano murgico antistante.

Figura 2 – il grabiglione corrispondente all’attuale Via Bruno Buozzi (fonte: wikimatera)

  • I Sassi di Matera sono sempre stati un luogo in cui è regnato il degrado e la miseria? Per nulla, anzi i Sassi sono stati per secoli un esempio di agglomerato urbano eco-sostenibile. Il sistema di cunicoli per la raccolta delle acque, infatti, fungeva da convogliatore del prezioso elemento nelle cisterne ma anche da “collettore” dell’acqua piovana durante le forti piogge, limitando quindi al minimo l’erosione dei pendii. Lo stesso fatto che le abitazioni fossero scavate riduceva al minimo il consumo di suolo, risorsa che era sfruttata al massimo anche con i giardini pensili posti sui tetti delle case grotta. Nella stagione secca, inoltre, le cavità scavate funzionano durante la notte come aspiratori di umidità atmosferica che si condensa nella cisterna terminale degli ipogei, sempre piena anche se non collegata con canalette esterne. Fonte: (Pietro Laureano)

Figura 3 – Il sistema di raccolta delle acque (fonte: sassiweb)

Fabio Rizzi per Matera Inside

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