Sanremo 2018: online il portale della musica italiana

Sanremo 2018: online il portale della musica italiana

La prima serata della nota manifestazione televisiva nazionale si è conclusa proprio ieri sera. Il festival targato Claudio Baglioni si è rivelato un record di ascolti, che a quanto pare ammontano al 52% di share contro un’ aspettativa del 40%. L’ impostazione elegante e raffinata data dal direttore artistico Baglioni si è ben conciliata con i momenti di ilarità e leggerezza messi in scena dal brillante Fiorello.

Momento particolarmente intenso è stato il duetto fra i due, in cui lo showman siciliano ha duettato con la monumentale voce di Baglioni sulle note di una delle più famose canzoni di quest’ ultimo. Anche in questo caso, non sono mancati geniali momenti di comicità regalati da Fiorello, vero protagonista dell’ Ariston.

Le scelte che si sono fatte per l’ edizione di quest’ anno, ad opera prevalentemente di Baglioni, erano improntate a favorire in tutto e per tutto la musica come vera protagonista dello spettacolo. La musica italiana è considerata un vero patrimonio culturale, da difendere, preservare e valorizzare.

A tale fine, proprio il ministero dei beni culturali è intervenuto lanciando online il nuovo portale www.canzoneitaliana.it, nel quale, grazie alla collaborazione con Spotify, sono raccolti circa 100 anni di storia della musica italiana. Si tratta di circa 200000 brani, ragruppati in una raccolta che non ha eguali Europa. I generi sono tra i più disparati, si va dal rock ai brani d’ autore, al pop nostrano molti altri. Il sito è stato presentato a Roma nella sede della Stampa estera dal direttore dell’ Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, Massimo Pistacchi, al cospetto del ministro Franceschini e degli artisti Mogol, Nicola Piovani, Tosca, Ambrogio Sparagna e Dj Coccoluto.

L’ obiettivo dell ‘ iniziativa è sicuramente quello di valorizzare la canzone italiana come manifestazione di arte e creatività, nonchè come esempio di un patrimonio culturale simbolo per tutto il mondo.

Fonte foto: beniculturali.it

Luigi Tocci per MateraInside

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