Rione Malve

Rione Malve

L’origine del nome di questo antico rione, situato nella zona del Sasso Caveoso, deriva dalla ricca presenza, sui costoni rocciosi, della pianta di malva. Testimonianze archeologiche attestano i primi insediamenti umani all’età del Bronzo. Il Rione Malve, data la sua conformazione, rappresenta un buon esempio di habitat rupestre. Gli habitat rupestri sono espressione di come la civiltà rupestre abbia modificato l’aspro territorio murgiano al fine di sviluppare i propri centri urbani, sfruttando cavità ipogee e naturali già presenti.

In questi habitat si ha la presenza di una zona di culto, generalmente una chiesa o un cenobio come, ad esempio, Santa Lucia alle Malve ed uno spazio comune (il famoso vicinato). Tra questi due spazi comuni erano presenti, seguendo la morfologia naturale del sito, tutti gli elementi caratteristici di una comunità: strutture abitative e di servizio come ovili, frantoi, caciolari, neviere, magazzini, fosse granarie, ottenute sfruttando le grotte presenti o ricavate scavando la roccia calcarea. Gli ambienti scavati venivano, successivamente, muniti di facciata e di un piccolo vano con forno tramite gli stessi blocchetti di tufo ricavati dallo scavo delle abitazioni. Un fitto dedalo di collegamenti costituiti da camminamenti, ballatoi e ripide scalinate univa le diverse abitazioni. Nello spazio comune, o vicinato, si svolgeva la vita sociale della comunità: i bambini giocavano, le donne svolgevano i loro lavori domestici, ovvero stendevano i panni al sole, filavano la lana, chiacchieravano tra loro e controllavano i bambini e gli anziani. Oltre alla presenza del forno, che garantiva la produzione di pane e di focacce per le famiglie, era sempre presente una rete fitta di canali  per la captazione e la decantazione delle acque piovane, che, in seguito, venivano raccolte in una serie di grandi cisterne che assicuravano le risorse idriche alla comunità stessa.

Questo esempio di comunità autosufficiente ha dato a Matera accesso all’iscrizione ai siti UNESCO patrimonio mondiale dell’Umanità.

Si ringraziano per le info: “Matera storia di una città” Lorenzo Rota Edizioni Giannatelli

Materainside

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