“Pino è”: in 45 mila a Napoli per il grande tributo a Pino Daniele

“Pino è”: in 45 mila a Napoli per il grande tributo a Pino Daniele

“Pino è” l’emozione di un forte abbraccio. “Pino è” il ringraziamento collettivo di grandi artisti, della gente e della sua Napoli. “Pino è” la celebrazione del genio musicale. “Pino è”… “mille culure”. Ma soprattutto, “Pino è” il più grande tributo live della musica italiana a PINO DANIELE, che si è tenuto giovedì 7 giugno allo Stadio San Paolo di Napoli. A 3 anni e mezzo dalla sua scomparsa, infatti, “Pino è” rappresenta un’occasione unica e irripetibile per omaggiare la musica del cantautore napoletano nel luogo simbolo della sua città, insieme ad alcuni tra i più grandi artisti del panorama musicale, ma soprattutto AMICI di Pino Daniele. “Pino è” nei cuori e nella testa dei 45 mila che rispondono all’appello per il concerto. Pino è nelle canzoni cantate a memoria da giovani e meno giovani in fila sotto il sole sin dal primo pomeriggio in attesa che vengano aperti i cancelli, mentre sul palco allestito davanti ai Distinti dello stadio San Paolo gli artisti provano fino alla fine. Pino è in quel “Pinoo, Pinoo” urlato a squarciagola, in “Je so pazzo” cantato tutti in piedi, negli sguardi freschi di chi oggi ha venti anni e di quelli vissuti di chi venti anni li aveva quella sera di settembre del 1981 quando piazza del Plebiscito, colma oltre ogni limite, ne consacrò il talento internazionale e non è voluto mancare. Alla fine resta vuoto solo uno spicchio di prato per sancire il sold out di un evento che è un grande atto di amore verso il cantautore napoletano scomparso improvvisamente tre anni fa ma anche uno show televisivo dai grandi numeri grazie alla programmazione di Raiuno. Quarantacinquemila posti la capienza assegnata per l’evento a un San Paolo che vede illuminarsi con gli smartphone le due curve a metà e la tribuna per intero. Intergenerazionale il pubblico, che attraversa tutte le fasce d’età, con genitori e figli a braccetto che abbattono ogni distanza anagrafica quando, bandana in testa, si ritrovano a sostituirsi a Eros Ramazzotti per cantare il ritornello di ‘O Scarrafone, la canzone manifesto di un’Italia che all’inizio degli anni ’90 scopre il fenomeno Lega e si compatta idealmente da Nord a Sud nel ricordo di Pino Daniele. O quando duettano con Elisa e Fiorella Mannoia sulle note di “Quando”. Pino è il piccolo miracolo di tanti artisti che accettano di mettersi in gioco al di là delle rivalità e di un pubblico “danielano” che canta con la stessa passione De Gregori, Baglioni o “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti. Per poi intonare un “Resta cu mme” che sa di preghiera sovrapponendosi all’esecuzione dello stesso Pino in un duetto virtuale da brividi.

“Papà  è qui, nel mio cuore e in quello di ognuno di noi” dice la figlia Sara visibilmente commossa nell’unico momento di “appocundria” della serata. E nessuno qui ha l’impressione che non sia veramente così. Pino è nei cuori di tutti noi.

A cura di Stefania Lamacchia per Matera Inside.

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