Con i piedi per terra e il cuore sempre in cerca di nuovi autori: l’attore Cosimo Frascella

Con i piedi per terra e il cuore sempre in cerca di nuovi autori: l’attore Cosimo Frascella

Attore trova la sua etimologia dal latino actòr, presenta lo stesso tema di actus e del verbo agere, utilizzato per designare colui che agisce ( in particolare nell’ambito giuridico): nel lessico comune attore designa invece interpreti, artisti, divi e star.  Già con i latini, l’arte del teatro era indirizzata all’intrattenimento e fortemente collegato alle feste religiose, venivano esaltate, pertanto, l’azione, il gusto della gestualità e della mimica. Attraverso i movimenti, versi e prose dunque l’attore da sempre ha il compito di capire il significato della vita, interpretarlo ed esprimerlo.  Oggi vi presentiamo un’altro personaggio di eccellenza, attore, nostro concittadino che seppur giovanissimo gode di esperienza, saggezza e maturità, ma soprattutto tanta umiltà e sete di conoscenza. Permetteteci di presentarvi Cosimo Frascella.

Nato a Tricarico, il 30/05/1992, da sempre  molto vivace, iperattivo, instancabile. Ha sempre praticato molto sport, ma ad uno in particolare io deve tanto: “l’atletica, mi ha insegnato a superare sempre i miei limiti e che il primo nemico sulla pista non è il tuo avversario ma te stesso”.

Al liceo ho scopre la  propensione al teatro partecipando ai musical organizzati dalla scuola. Terminato il liceo all’età di 19 anni  si trasferisce a Roma dove viene ammesso all’Accademia Nazionale “Silvio D’amico”che oltretutto gli permette un incontro/ confronto con il mondo della recitazione del teatro e del cinema tramite insigni personalità tra cui: Michele Monetta, Lorenzo Salveti, Massimo Popolizio, Massimiliano Civica, Sergio Rubini, Galatea Ranzi, Arturo Cirillo, Massimiliano Farau, Fausto Russo Alesi.

Completata l’Accademia frequenta il Centro “Santa Cristina” corso di perfezionamento di Luca Ronconi, tramite prende parte ad uno degli ultimi lavori di Ronconi tratto da i “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello al “Piccolo” Teatro di Milano. Nello stesso anno frequenta la scuola del teatro di Roma che gli offre la possibilità di lavorare con Fabrizio Arcuri nello spettacolo “Ritratto di una nazione” accanto a Michele Placido, Giuseppe Battiston, Filippo Nigro, Uderico Pesce e tanti altri. Attualmente impegnato con la Compagnia “L’uomo di fumo” fondata subito dopo la fine dell’Accademia insieme ad ex compagni.

Quando e come hai scoperto il mondo della recitazione?

Tra i banchi di scuola ho conosciuto il teatro e la recitazione. Il primo incontro, quello che non si scorda mai, è avvenuto in quarto liceo. Appena ho messo piede sulle tavole del Cine-Teatro Duni ho capito che il palcoscenico era il luogo dove avrei voluto passare il resto della mia vita.

Un percorso lungo e in continua evoluzione, quanto e quando ci si può sentire attori?

Io personalmente ho sentito di essere diventato Attore quando ho ricevuto la mia prima paga e quando ho versato i miei primi contributi, perché cosi il proprio valore e il proprio lavoro viene riconosciuto e si può vivere di questo mestiere.

Teatro e cinema quali sono le diversità che hai riscontrato nell’impegno?

Sono due linguaggi molto differenti. Nel teatro c’è un “gesto” più ampio, un portare la voce lontano per consentire a tutti di capire quello che stai facendo e c’è la difficoltà della durata, da momento che l’attore deve recitare il personaggio fino alla fine dello spettacolo senza mai fermarsi. Invece il lavoro nel cinema è molto più intimo, piccolo, si lavora su dettagli minuscoli. È tutta una questione occhi (che sono lo specchio dell’anima).

Ormai vivi a Roma da molto ma non hai mai abbandonato e dimenticato le tue origini, cosa trovi sia cambiato nella tua città? quali aspetti ritrovi o scopri nuovi ogni volta che torni?

Trovo che la città sia in continuo mutamento proprio come i suoi cittadini. Come una casa è lo specchio di chi ci abita, così sono i cittadini per Una città.

Mi viene in aiuto Calvino, con “Le città invisibili” : <la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee di una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, agli scorrimano delle scale; in ogni segmento rigato e ogni sua volta di graffi e intagli. >

Ecco ogni volta che io torno, trovo sì una città che cambia, ma allo stesso tempo che conserva il suo passato scritto come geroglifici sulla roccia, ed è li che ritrovo il mio passato perché non bisogna dimenticare mai chi siamo ne da dove veniamo.

Matera 2019, ci si aspetta una capitale della cultura a 360°. siamo davvero pronti?

Matera 2019 è solo un punto di partenza, la vera sfida è il 2020-21-22 ecc… È negli anni successivi che si nasconde la vera sfida. Il 2019 deve essere come il BigBang: le galassia sono state create dopo. Spero che noi cittadini saremo pronti a sfruttare questa grande occasione per imparare a fare squadra, a viaggiare insieme. Gli anni successivi richiederanno quella compattezza e quell’entusiasmo che vedemmo quel giorno nel Boato che accolse la proclamazione e che vediamo ogni 2 Luglio, non voci singole che cercano di elevarsi unicamente per i propri interessi. Sono certo che il Materano, lavorando all’insegna della sana competizione,  valorizzando ed esaltando i propri talenti, le proprie imprese, i prodotti locali e i giovani (che sono tanti e tutti bravissimi) potrebbe creare una città che farebbe paura perfino a New York.

Quale la tua esperienza personale legata al lavoro?

Non ho trovato sempre un terreno fertile e questo per me è stato anche motivo di scoraggiamento. Tuttavia so che l’atteggiamento più giusto non è distruttivo ma costruttivo e propositivo, grande supporto ed incoraggiamento l’ho trovato più  nella mia generazione che nelle varie istituzioni a riprova del fatto che la cooperazione soprattutto tra i giovani sarà la chiave per il nostro futuro.

Progetti per il futuro?

Nel mio futuro c’è “L’Uomo di fumo” compagnia teatrale fondata con ex compagni di classe: Lorenzo Collalti, Lorenzo Parrotto, Luca Carbone, Grazia Capraro ed Emanuele Linfatti. A gennaio saremo al teatro India di Roma con “Reparto Amleto” spettacolo vincitore della rassegna Dominio Pubblico ed European Yong Theatre al Festival di Spoleto e ad Aprile con “Nightmare N7” al teatro Marconi  prodotto da Pino insegno. Sul versante cinematografico siamo ancora in ricerca.

Loading Facebook Comments ...