Palazzo Lanfranchi

Palazzo Lanfranchi

Palazzo Lanfranchi si affaccia su Piazza Pascoli ed è la massima espressione dell’architettura del Seicento a Matera. Rappresentò il punto di partenza dello sviluppo urbanistico della Città.

Fu eretto tra il 1668 e il 1672 dal frate cappuccino Francesco da Copertino, come seminario diocesano, per volere dell’Arcivescovo di Matera Vincenzo Lanfranchi. Con la costruzione, si rispettava uno dei dettami del Concilio di Trento, che prevedeva in ogni diocesi la presenza di un luogo per la formazione del clero. Eretto su un preesistente convento dei Carmelitani, il cui ordine fu soppresso nel 1652, l’edificio fu sede del seminario cittadino fino al 1864. Passato al Demanio dal governo piemontese, l’edificio divenne sede del Liceo Classico e del Convitto Nazionale. Qui insegnò il poeta Giovanni Pascoli. Fu sede del Liceo fino al 1980. In seguito, ha ospitato gli Uffici della Sovraintendenza per i Beni Artistici e Storici della Basilicata e dal 2003 è sede del Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna della Basilicata.

Il percorso espositivo del Museo (articolato su quattro livelli con diverse funzioni svolte) è strutturato in quattro sezioni: Arte Sacra, Collezione D’errico, Arte Contemporanea e la Sezione Etnoantropologica, pertanto all’interno si possono ammirare una sezione dedicata all’arte sacra e ad opere lignee restaurate a cura della Soprintendenza dei beni culturali di Basilicata, una galleria di dipinta appartenuta a Camillo D’Errico, la quale comprende una sezione di tele di scuola napoletana del Seicento\Settecento ed infine, la meravigliosa ed emozionante sezione con al suo interno buona parte dei più famosi dipinti di Carlo Levi, tra cui lo straordinario pannello “Lucania 61”, custodito nella Sala levi, al piano terra dell’imponente Palazzo, che l’artista dipinse per rappresentare la regione lucana a Torino per il centenario dell’Unità d’Italia.

La facciata, asimmetrica, è divisa orizzontalmente in due parti da un cornicione. Nella parte inferiore sono presenti cinque nicchie in cui si possono notare le statue di San Nicola, la Madonna del Carmine, San Filippo Neri, San Giacinto e San Bartolomeo. La parte superiore presenta lesene verticali complete di capitello, nove arcate cieche di cui la più grande sovrasta ed ingloba il rosone, e sopra il coronamento della facciata si nota un frontone con un orologio al centro.

Vi è una scalinata che consente l’accesso ad un lungo corridoio, il quale conduce ad un incantevole chiostro seicentesco impreziosito dalla “meridiana”, orologio solare, appartenente seconda metà del XVII secolo e dai busti che celebrano coloro che hanno voluto generosamente contribuire alla realizzazione dell’importante edificio: l’Arcivescovo Lanfranchi ed i suoi tre fratelli, i vescovi Brancaccio e Del Ryos e del duca marco Malvinni Malvezzi, generoso mecenate, allocato nell’ingresso che si affaccia sulla piazzetta Pascoli.

Foto allegate al link a cura di Miriana Russo per Materainside.

Guido Tortorelli per Materainside

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