Monica Palumbo: “Arte difficile a Matera, ma grande cambiamento in atto”

Monica Palumbo: “Arte difficile a Matera, ma grande cambiamento in atto”

Tredicesimo appuntamento con Sei Forte Matera. E’ la volta di un’artista eclettica della nostra città. Si occupa di tante discipline, dalla pittura, alla fotografia, al disegno, all’installazione e cosi via. Gestisce una galleria d’arte nel cuore del Sasso Caveoso, sotto Madonna dell’Idris, Momart Gallery. Si tratta della talentuosa, Monica Palumbo, insegnante di sostegno e artista di spessore, che dopo essersi formata a Bari e a Milano, ha deciso di rimettersi in gioco nella sua città. Di seguito l’interessante intervista. La ringraziamo per la disponibilità dimostrataci.

Ciao Monica, ti occupi di pittura, fotografia, installazione, disegno, video incisione. Come sono nate queste tue passioni?

Forse sono nate con me, sin da piccola, come tutti i bambini, amavo passare il mio tempo disegnando e colorando, in particolare, era il mio gioco preferito. Ho continuato a coltivare questa passione anche grazie agli studi che mi hanno aiutato a svoltare i miei insuccessi scolastici scegliendo prima il liceo artistico, che da poco si era aperto nella nostra città, e poi iscrivendomi all’Accademia di Belle arti di Bari. Nonostante, abbia scelto l’indirizzo pittura in Accademia, mi è sempre piaciuto esprimermi in vari modi, volevo conoscere, sperimentare e appendere e fare arte in tutte le sue forme.  Dopo l’accademia, anche se mi sono specializzata in grafica e comunicazione, rientrata a Matera, mi sono tuffata nel mio mondo artistico, e in quegli anni, dal 1996 al 2000, ho prodotto tanto, pitture, video, fotografia, installazioni, insomma ho fatto di tutto di più, ma c’era un sogno, un’opera ancora più importante di tutte che dovevo realizzare ed era il Momart.

Questo territorio si presta a questo tipo di arti o trovi difficoltà nel coltivarle?

Mi viene in mente una moneta, il nostro territorio per l’arte è un po’ cosi, con due facce e  due risvolti da considerare, da una parte abbiamo la fortuna di non essere schiacciati dalla concorrenza o dalla visibilità di altri, tutti qui possiamo creare il nostro spazio culturale, solo che non è facile sopravvivere a causa dell’isolamento che ancora viviamo e soprattutto non è facile autosostenersi facendo cultura. Attualmente sono molte le difficoltà da superare e che spesso spengono  la mia volontà di andare avanti, con la paura di lasciare e abbandonare tutto.

Nel 2001 è nata la tua galleria d’arte, Momart, a distanza di 10 anni nel 2014 hai riaperto. Cosa ti ha spinto a rimetterti in gioco in questa città?

Nel 2001 è nato il primo Momart gallery bar, è stato un luogo di sperimentazioni, un luogo dove si poteva bere un cuba libre e vedersi un mix dal vivo realizzato da un v.j.; li sono nate le prime mostre di artisti lucani e pugliesi di amici con cui avevamo condiviso il post-accademia, c’è stata la prima performance di un’artista internazionale, Sukran Moral, artista turca che ha colto il mio invito nel venire a Matera ed è stata la prima artista di fama invitata dal Momart.  È stata dura fare quella vita, sopratutto di notte, non era proprio quello che volevo, il bar snaturava la mia idea di contenitore e di spazio culturale e nel 2005 decisi di lasciare tutto per salire a Milano per incontrare  e conoscere meglio il sistema e il mondo dell’arte e grazie all’insegnamento  mi è stato possibile farlo.  Mi ha spinto a riaprire il sogno lasciato nel cassetto dopo 10 anni, ho dovuto superare una malattia che ha segnato la mia vita e che mi ha fatto capire la futilità della nostra esistenza, e di quanto doveva essere per me importante realizzare tutto questo!

Qual è l’evento o mostra organizzata al Momart che ti ha emozionato di più?

Ultimamente, c’è stato un evento molto coinvolgente ed emozionante, la presentazione del libro “KEEP CALM e impara l’arte” della Redaelli. È stata una importante esperienza di crescita per la Momart, anche perché siamo riusciti grazie alla collaborazione della Di Giulio a creare il primo scambio concreto con un curatore del nord che si occupa di arte  contemporanea e che ha interagito con la nostra città e con la Momart. Due mostre hanno segnato questo nuovo percorso espositivo della galleria, la prima con Monica Nitz, artista brasiliana, perché oltre a essere stata la prima con cui la Momart ha riaperto, è stata un’artista che con la sua briosità e solarità artistica, con un inizio positivo del percorso artistico dello spazio, la seconda è stata Small Size a Natale dell’anno scorso, una mostra che racchiudeva oltre 24 artisti del territorio, e  che ha dato una visione aperta della realtà artistica del territorio locale.

Cosa pensi dell’opportunità di Matera 2019?

Sicuramente, stiamo vivendo un grande cambiamento grazie a Matera 2019, la nostra città in dieci anni si è trasformata, all’epoca non si immaginava minimamente che sarebbe successo tutto questo, anch’io, l’attuale sede della Momart l’ho scelta nel lontano 1997 e non pensavo minimamente  che Matera avrebbe avuto questa evoluzione, questo ci fa solo sperare che forse i nostri sacrifici non sono vani.

Progetti futuri?

È nata da poco una collaborazione artistica con una casa vacanza che ha aperto mio marito, di cui la MOMART curerà la direzione artistica e l’allestimento di opere all’interno dell’appartamento. Finalmente anche con lui posso condividere questa mia passione per l’arte! Per la città ci sono per il futuro degli  importanti progetti di riqualificazione urbana, anche in alcuni quartieri periferici della città, ma devo tenerli per ora nascosti perché sono in fase di progettazione e di possibile realizzazione. Il prossimo intervento sarà a giugno, come già anticipai in un’ altra intervista, a Piccianello, al mercato ortofrutticolo con la presenza di molti artisti interregionali e la presenza importante di Diavù. Per lo spazio della Momart, rimangono le difficoltà nella gestione e da capire come superarle, sostenersi non è facile, l’ho scritto anche rispondendo all’altra domanda, ma stiamo proponendo anche workshop e corsi formativi per artisti per poter formare e creare anche produttività, speriamo bene!

 

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