Matera 2019: quale cultura ci rappresenta?

Matera 2019: quale cultura ci rappresenta?

Il materano per antonomasia è lagnoso, si sa. Probabilmente, però, non ne ha tutti i torti. Matera poggia su capisaldi storici antichissimi, vanta un bagaglio culturale ed artistico poco indifferente, varca sempre più celebri traguardi, per primo la risaputa vittoria della candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019. L’entusiasmo incalza, l’orgoglio è tanto e, a detta di molti, potrebbe bastar così. Peccato che tali convinzioni risultino alquanto illusorie, blande, poco sufficienti a renderci così fieri della nostra città.

L’idea di cultura nell’immaginario collettivo materano è semplicistica e scarta inesorabilmente vari ambiti di vitale importanza per lo sviluppo del territorio. Le criticità da mettere sotto esame sarebbero innumerevoli. Sembra quasi paradossale che, in una città promotrice di cultura , una biblioteca (tra le più ricche e prestigiose del Meridione d’Italia) debba rischiare la chiusura. Stesso probabile destino è indirizzato al teatro Duni, una tra le strutture architettoniche storiche della città. Pare assurdo che un territorio premiato culturalmente abbandoni quasi del tutto a sé stesse strutture scolastiche che cadono a pezzi e potremmo citare svariati casi di edilizia urbana dimenticata da tutti.

La situazione risulta parecchio critica spostando l’attenzione nelle zone periferiche. Qui, i problemi non mancano, anzi appaiono forse più concreti. Scarsa valorizzazione di spazi verdi ricreativi, mancanza di validi interventi di riqualificazione stradale e degli impianti sportivi e (come poterla dimenticare) la sempre più incomente piaga della raccolta (in)differenziata.


Se vivi in quel di Matera e devi spostarti in sedia a rotelle, rischi di dover obbligatoriamente muoverti sulla carreggiata. Perché? Rampe invisibili, marciapiedi pericolanti, tronchi d’albero piantati nel bel mezzo delle zone pedonali. Barriere architettoniche, queste sconosciute. Parlando di trasporti e viabilità la situazione non migliora. Un treno interregionale efficientissimo (probabilmente su un calesse giungeremmo prima a Bari) e un aeroporto… No, scusate, non abbiamo un aeroporto.

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Altro elemento da evidenziare necessariamente è la troppo selettiva scelta di certi eventi culturali piuttosto che altri. Non fraintendiamoci. Ben vengano le sagre del cioccolato, i presepi viventi e le silent night, ma non sarebbe il caso di promuovere anche artisti e gruppi musicali emergenti, eventi teatrali di qualsivoglia genere (e non solo ed esclusivamente in vernacolo materano), percorsi didattici e mostre nei nostri musei ed iniziative che possano coinvolgere realtà multiculturali diverse dalla nostra?

Il nostro intento non è scagliarci contro chi già crede in Matera, contro l’amministrazione pubblica o contro qualsiasi altra istituzione. Il nostro obiettivo è quello di risvegliare le coscienze. Fare cultura cittadina è anche e soprattutto saper partire dal basso, il non sottovalutare nulla di quello che ci circonda, il divenire tutti parte attiva del cambiamento. Tutti, nessuno escluso. Non bastano i Sassi o il presepe vivente. Il saper creare e trasmettere cultura non possono essere compatibili con l’arte di sapersi accontentare. Meditate gente, meditate.

di Antonella Venezia per MateraInside

Fonte immagini: web

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