Il linguaggio universale della musica: quando il silenzio e il suono si incontrano

Il linguaggio universale della musica: quando il silenzio e il suono si incontrano

Bentornati con il consueto appuntamento di Materpedia.  In occasione dell’evento intitolato “i colori della musica” che avrà luogo domenica 5 novembrepresso l’Auditorium R. Gervasio di Matera, organizzato dall’associazione Alba Lucana e patrocinato dal Comune di Matera, in collaborazione con l’associazione Zio Ludovico, abbiamo approfondito per voi il tema della lingua dei segni, per sottolineare ancora una volta quanto sia importante creare una rete fitta culturalmente pronta ad interagire con qualsivoglia diversità sia essa culturale o fisica, premesso che in una società culturalmente aperta la parola diversità dovrebbe solo indicare un diverso approccio e aggancio nelle relazioni sociali piuttosto che identificarsi in e con determinate categorie di persone. A tal proposito abbiamo intervistato per voi la psicologa Alessia Fiore che sarà partecipe dell’evento di domenica 5 novembre in quanto specializzata in psicologia e sordità.

Alessia Fiore, nata a Roma nel 1986. Dai 2 fino ai 18 anni vivo a Matera, frequentando come istituto superiore la Ragioneria Olivetti. All’età di 18 anni (avendo fatto la primina) vado a Roma per iniziare l’Università di Psicologia indirizzo “Infanzia, adolescenza e famiglia”. Dopo qualche anno in contemporanea all’università inizia a lavorare come assistente scolastica e domiciliare ai bambini, ragazzi e adulti con varie disabilità e inizio a frequentare i corsi Lis (Lingua dei Segni Italiana), I,II,III livello lis per poi continuare prendendo entrambe le specializzazioni: Assistente alla Comunicazione a scuola che si occupa di adattare la didattica all’alunno sordo e Interprete della Lingua dei Segni Italiana. Una volta preso il diploma di Laurea, continua l’università con la Magistrale in Psicologia clinica. In contemporanea inizia a lavorare anche a scuola come Assistente alla comunicazione presso la scuola media statale specializzata per sordi “S.Fabriani” di Roma, sede distaccata del famoso Istituto Statale per Sordi di Via Nomentana. Nel Giugno 2015, decide di provare a ritornare a Matera per toccare personalmente con mano la situazione sul territorio. Lavora per più di un anno in una casa famiglia con minori. Nel frattempo frequenta a Roma un Master in “Psicologia, medicina e sordità” per specializzarsi come psicologa e psicoterapeuta esperta in sordità. Inoltre per due anni lavora a Roma  come interprete nei convegni presso Il Senato della Repubblica e la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Di recente ha iniziato a lavorare come interprete Lis al Tg 3 Basilicata. Attualmente quindi è Psicologa ed è altresì iscritta alla scuola di specializzazione in psicoterapia a Bari. 

Alessia, parlaci dell’approccio con le disabilità. 

È fondamentale partire dal presupposto che tutti siamo differenti: rapportarsi alla disabilità come a qualsiasi differenza caratteriale o fisica che rappresenta ognuno di noi credo sia il primo punto di partenza. Di conseguenza questo porta a non  guardare alla disabilità con compassione né di conseguenza avere un tipo di atteggiamento troppo permissivo per “dispiacere”. Sono questi atteggiamenti sociali che indirettamente esaltano la diversità e portano a delle conseguenze negative sia sul singolo soggetto “disabile” da un punto di vista psicologico ma anche sull’intera collettività.” 

Integrazione sociale e scolastica, come si interviene? 

La scuola è uno dei primi luoghi di formazione per un bambino, sia da un punto di vista didattico ma soprattutto sociale e relazionale.

Lavorare in rete all’interno di questo ambiente è uno dei passi fondamentali per arrivare all’integrazione. Insegnare fin da piccoli che tutti siamo uguali e diversi allo stesso tempo, che non bisogna aver “paura” dell’altro, porta così il bambino piano piano ad essere empatico, a capire cosa vive il proprio compagno se discriminato ed escluso, facendo in modo che questi diventino un giorno adulti consapevoli ed equilibrati.

A livello pratico tutto ciò è possibile farlo attraverso progetti di tipo socio affettivo e/o psicoeducativo, in presenza di insegnanti ma anche di uno psicologo. Progetti che includono training che hanno l’obiettivo di far acquisire o rinforzare  determinate abilità personali e sociali, attraverso l’uso di tecniche mirate che sotto forma di “giochi” portano il bambino a divertirsi ma allo stesso tempo a sperimentarsi, a mettersi in discussione, a mettersi nei panni dell’altro e ad apprendere.” 

Puoi parlarci dell’evento di domenica 5 novembre? 

” Si tratta di uno  spettacolo che vede protagonisti bambini e ragazzi con diversi talenti che, superando qualsiasi barriera comunicativa, daranno vita ad un laboratorio di musica con fine di condivisione, collaborazione ed integrazione. La musica “BELLA” fatta di molteplici colori, suoni e ritmi è uno spazio magico dove si incontrano le DIVERSITA’, essenze divine che appartengono ad ogni essere umano. Talvolta, esse non riescono a colloquiare per pre-giudizio o pigrizia, ma quando valicano le barriere della non-comunicazione creano melodie di una bellezza disarmante.

Il concerto rientra nelle numerose iniziative culturali che l’Associazione regionale ALBA LUCANA, presente sul territorio di Potenza e di Matera, si propone di portare avanti con costanza e professionalità. I principi ispiratori sono: la “passione” per la propria professione, per la propria regione e cultura di appartenenza, l’“amore” per la conoscenza, per la vita e la ricerca del “bello”. Tali principi danno vita alla collaborazione, al lavoro di rete, alla creatività e alla voglia di costruire progetti per il benessere della persona, della famiglia e della società.

Sarà presente il servizio di interpretariato LIS per la comunità sorda che potrà, inoltre, godere del concerto attraverso un gioco di vibrazioni con palloncini che lo staff consegnerà all’ingresso.” 

Alla luce di quanto detto fin’ora quanto è importante la lingua dei segni? 

La Lingua dei Segni è molto importante. Purtroppo siamo in uno dei pochi Paesi in cui si lotta ancora per il suo riconoscimento. In ogni caso sono tante le ricerche che hanno dimostrato quanto questa sia di grande supporto nello sviluppo relazionale, comunicativo, linguistico e didattico del bambino sordo. Tuttavia l’aspetto più importante è il benessere del bambino, partendo da ciò verranno fatte determinate scelte piuttosto che altre alle quali seguirà un determinato tipo di lavoro di rete, sempre nel rispetto totale della scelta della famiglia o del soggetto di usare o meno la lingua dei segni.” 

Matera è capitale della cultura europea, ma quanti ancora devo informarsi ed educarsi a tale argomento? Quali sono gli spunti necessari da cui partire per poter accogliere e integrare al meglio queste persone? 

È importante in questa città come in qualsiasi altra, la sensibilizzazione a livello sociale, attraverso eventi, spettacoli, convegni e seminari in cui la gente viene coinvolta direttamente e in cui può toccare con mano aspetti che ancora vengono affrontati e vissuti in maniera superficiale.

La società deve cosi, piano piano, entrare nell’ottica che siamo tutte persone, ognuno differente dall’altro e che non è un cromosoma in più o un problema visivo o uditivo che rendono diversi. C’è chi è alto, chi basso, chi ha un carattere e chi un altro, con ogni persona dobbiamo imparare a rapportarci in base alle sue caratteristiche senza pregiudizi o timori. Partire da un’educazione a casa, a scuola e nello sport, fin da piccoli, che mira all’integrazione dell’altro e al non aver “paura” di qualcosa che non conosciamo. Rapportarsi come con tutti, evitando gesti e frasi di compassione, sono il primo passo verso un’integrazione sociale a 360 gradi.

Ricordiamoci che i bambini nascono senza preconcetti e che noi ogni giorno rappresentiamo per loro un esempio da seguire.

Ciò che noi siamo è ciò che loro un giorno diventeranno.” 

Francesca Lorusso per Materainside

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