Le gravine di Matera, tra i più spettacolari canyon d’Europa

Le gravine di Matera, tra i più spettacolari canyon d’Europa

Matera, bellezza senza tempo del meridione italiano, è nota nel mondo per i suoi Sassi, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 1993. Di altrettanta bellezza, però, sono le sue maestose gravine, i profondi solchi vallivi che caratterizzano il paesaggio carsico murgiano, che costituiscono un unicum in Italia e che hanno pochi altri eguali nel mondo.

Questi paesaggi tanto belli quanto incontaminati, proprio per la loro peculiarità al giorno d’oggi sono protetti da aree a protezione speciale: il Parco Regionale Terra delle Gravine (in cui sorge la gravina di Laterza, il più profondo e maestoso canyon d’Europa), il Parco Nazionale dell’Alta Murgia (che comprende il canyon di Gravina in Puglia, che ha dato il nome alle incisioni carsiche) ed il Parco Regionale delle Chiese Rupestri del Materano (o anche Parco della Murgia Materana), che protegge le gravine della città dei Sassi.

Proprio così, Matera è cinta da ben 2 gravine:

  • la “gravina di Matera“, che nasce in località Pantano (in prossimità del ponte della SS7) e termina nel comune di Montescaglioso: sul suo fondo scorre l’omonimo torrente, che giunge da Altamura per sfociare nel Bradano;
  • la “gravina di Picciano” che nasce nei pressi del borgo Picciano A e termina a valle della diga di S. Giuliano: sul fondo scorre l’omonimo torrente (che proviene da Gravina in Puglia), che sfocia anch’esso nel Bradano.

gravine

La differenza maggiore consiste nel fatto che la gravina di Picciano presenta profondità poco accentuate ed irregolari, mentre la gravina di Matera presenta profondità più elevate (fino a 100 m nei tratti a ridosso di Agna Le Piane).

Le gravine di Matera si sono formate nel corso delle ere geologiche per una concausa di fattori: fluttuazioni del livello del mare (che hanno permesso la deposizione dei sedimenti e la formazione della calcarenite), innalzamenti della crosta terrestre, erosione dei torrenti e propagazione verso l’alto dei processi carsici (per i quali l’acqua e l’anidride carbonica dissolvono il calcare formando grotte e cunicoli sotterranei).

Per la loro conformazione, che le rende quasi inaccessibili all’uomo, e per i loro microclimi particolari le gravine nel corso dei millenni hanno sviluppato un habitat ideale per molteplici specie vegetali ed animali:

  • la fauna comprende l’usignolo di fiume, lo scricciolo, l’istrice, il colubro leopardino, il biacco, il cervone, la vipera comune, faine, volpi, tassi, ricci ed il simbolo del Parco, il falco grillaio (qui l’articolo sullo speciale di National Geographic);
  • la flora comprende ben 923 specie, cioè circa un sesto dell’intera flora nazionale e un terzo di quella regionale: un numero ragguardevole per un’area di circa 8000 ettari di superficie.

Amici di Matera Inside, ci auguriamo di avervi suscitato curiosità nei confronti di queste bellezze talvolta poco note; per approfondire l’agomento, vi rimandiamo ai siti www.lacittadelluomo.it (curato dalla Fondazione Zétema) e www.parcomurgia.it (curato dall’Ente Parco della Murgia Materana).

Di seguito vi proponiamo alcuni scatti riguardanti la gravina di Picciano:

Qui invece alcune immagini sulla gravina di Matera:

 

Fabio Rizzi per Matera Inside

 

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