L’arte di Pino Oliva, tra fumetto e pittura

L’arte di Pino Oliva, tra fumetto e pittura

Dopo aver intervistato ben quattro musicisti materani, oggi è la volta di un artista che non ha bisogno di presentazioni. Un artista eclettico, è un pittore, fumettista, grafico, illustratore. Si tratta del noto, Pino Oliva, materano doc. Lo ringraziamo per la disponibilità e la gentilezza dimostrateci. Di seguito l’intervista:

Ciao Pino, hai una laurea in giurisprudenza, ma hai preferito la via dell’arte, in particolare la pittura. Da cosa è nata questa tua passione?

Dipingo da sempre, sin da bambino. Le passioni vanno coltivate senza mai arrendersi, se vuoi che qualcosa che ti interessi a fondo diventi la tua professione devi crederci fino in fondo, nonostante le difficoltà e magari una laurea in giurisprudenza presa quasi per gioco e mai utilizzata.

Nonostante hai fatto diverse mostre in giro per l’Italia e per il mondo, attualmente vivi nella nostra città, Matera. Credi nelle sue potenzialità e che si possa svolgere il tuo mestiere in questa città?

Ho sempre creduto che andare via da Matera sarebbe stata una sconfitta, nonostante il mio lavoro mi “portasse” fuori dai nostri meri confini territoriali. Ho sempre creduto nelle potenzialità della nostra città, sin dalla fine degli anni 70. Oggi , come tanti altri materani, posso dire di aver vinto la scommessa. Essere di Matera, per un artista è oggi un valore aggiunto, ovunque nel mondo. Internet fa il resto.

Cosa pensi dell’opportunità che può rappresentare Matera 2019 per questo territorio?

Matera ora è un BRAND. Va utilizzato al meglio, coniugando cultura alta con cultura meno alta. Puntare sulle menti efficenti di questa città in ogni campo, e soprattutto sui giovani volenterosi e intelligenti equivale a vincere qualunque ostacolo. Di questo devo dare merito alla Fondazione e al Comitato 2019. Nonostante le critiche a cui sono spesso sottoposti stanno attuando una strategia vincente. Io la “sento” sia nel mio lavoro di grafico e comunicatore, sia nel mio lavoro di fumettista, sia, ovviamente nel mio lavoro di artista-pittore.

Non dimentico che sei appassionato anche di fumetti e grafica. Sei contento del successo ottenuto con il fumetto dedicato ai fatti del 21 settembre 1943?

Il fumetto sul 21 settembre pubblicato con Lavieri edizioni è presente in tutte le fiere nazionali del fumetto, è venduto in tutte le migliori librerie italiane grazie ad una attenta distribuzione. Abbiamo portato la storia della nostra città durante il conflitto mondiale a conoscenza di un pubblico vastissimo. Tre anni di lavoro miei e quasi venti anni di ricerche da parte del coautore Francesco Ambrico hanno dato e continuano a dare i loro frutti.

Come è stata l’esperienza recente risalente al 16 dicembre scorso, in occasione di un evento di Eataly a Roma, in cui hai letteralmente dipinto il camice dello chef Andy Luotto?

Un’esperienza bellissima. Andy è un uomo perbene, fattivo e sensibile. Ci siamo conosciuti per caso ad una mia mostra questa estate sul Pollino. E’ rimasto entusiasta dei miei lavori, mi ha chiamato a novembre per questo “format” a Roma presso Eataly. Una serata indimenticabile, piena di gente, con musicisti di livello internazionale che hanno suonato durante la performance. Tutto molto bello e originale.

Tuoi progetti futuri?

Sono in attesa della conferma per 4 mostre personali nelle grandi città italiane a cui sto lavorando; una mostra in Russia con grandi autori italiani verso la fine del 2016; in più progetti teatrali con Andy Luotto per portare in giro in Europa il format sperimentato a Roma. Di fianco, il fumetto su Chitaridd, il brigante bandito di Matera che procede con i testi dell’amico Silvio Teot. Tante cose, spero di riuscire a realizzarle tutte, compatibilmente con il mio lavoro di grafico e illustratore.

 

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