Lago del Pertusillo: quale lo stato di salute delle acque?

Lago del Pertusillo: quale lo stato di salute delle acque?

Direttamente dal profilo ufficiale facebook del Tenente Giuseppe Di Bello, da tempo sensibile alle tematiche ambientali inerenti la nostra regione, scopriamo l’ennesima notizia riguardante casi di inquinamento di una delle risorse idriche più importanti della Basilicata: il lago del Pertusillo.

Il lago del Pertusillo è situato nella provincia di Potenza, in gran parte nell’area protetta del Parco Nazionale della Val d’Agri.  Il lago è circondato da fertili aree agricole ed è ricco di sorgenti sotterranee e bacini idrici, che forniscono acqua potabile e d’irrigazione alle regioni della Puglia e della Basilicata. Inoltre, è a tutti noto, che in quest’area è presente il più grande giacimento di idrocarburi on-shore d’Europa attualmente sfruttato.

Numerosi e costanti sono le attenzioni poste sul caso Pertusillo. Nel 2012 le autorità competenti rassicurarono gli animi, affermando: «Se in Basilicata c’è un problema di inquinamento da polveri sottili è in centro a Potenza e non certo in Val d’Agri», sostenne l’ex presidente Pd della Regione Basilicata Vito De Filippo, in seguito all’indagine compiuta da l’Ehpa (Associazione per la tutela della salute e dell’ambiente di Basilicata) in collaborazione con l’Oipa (Guardie eco-zoofile di Potenza), che provarono dati terribili, infatti, nelle acque, le concentrazioni di idrocarburi superavano i limiti concessi. Misurarono fino a 6.458 microgrammi/litro, e cioè erano fino a 646 volte superiori al limite di dieci microgrammi/litro fissato dall’Istituto superiore di Sanità.

Nel 2010, ci provò il Tenente della Polizia Provinciale di Potenza Giuseppe Di Bello a scardinare il silenzio: dopo scrupolose analisi, compiute in un orario di fuori servizio, provò l’inquinamento delle acque. Queste le sue parole rilasciate alla web tv “Ntr24”: “Abbiamo scoperto l’incidenza dell’attività estrattiva petrolifera sull’invaso, di estrema importanza per la salute pubblica dei cittadini lucani, ma anche pugliesi. Abbiamo scoperto che i dati sull’inquinamento non venivano resi pubblici. Abbiamo trovato idrocarburi, metalli pesanti e alluminio, in quantità tale da provocare artificialmente anche l’insorgenza del morbo di Alzheimer. Abbiamo trovato alifatici clorurati cancerogeni, che come dice la stessa parola sono cancerogeni, piombo, il bario. Abbiamo trovato tutta una serie di elementi che non sono originati dallo sgretolamento delle rocce dentro l’invaso, non sono prodotti naturali, ma ci sono arrivati perché c’è un’attività intensiva di estrazione petrolifera e tutto ciò che ne deriva, perché per arrivare ad estrarre ci vogliono i fanghi e questi fanghi possono insinuarsi nelle falde acquifere”. Il risultato? L’intervento della magistratura gli fece perdere il posto di lavoro e lo condannò a due mesi e venti giorni di reclusione, per aver diffuso quelle informazioni.

Nel 2013  è stata presentata una relazione da parte di autorevoli professori di geologia e idrogeologia che sostengono la tesi dell’inquinamento delle acque. Secondo le analisi effettuate, presentate nella stessa relazione, “nei sedimenti, in sette campioni su undici la quantità di idrocarburi supera il limite di legge preso come riferimento, e arriva fino a 559 milligrammi/chilo, cioè fino a nove volte il limite”.

L’Arpab, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente in Basilicata, ha compiuto dei rilevamenti. Le indagini dell’Arpab ed Eni, iniziate nel luglio 2013, hanno prodotto dati parziali: infatti pare che la seconda parte del progetto, che doveva terminare a giugno 2014, sia o non pubblicata o non ancora terminata. Non a caso per 15 mesi, dal 2014 ad oggi l’Arpab non ha più pubblicato analisi sul Pertusillo.

Nella mattinata di Domenica 23 Agosto 2015, ci sono giunte immagini poco rassicuranti a proposito dello stato di salute delle acque del lago. Le immagini in questione non lasciano alcun dubbio data la presenza insolita di numerosi pesci morti e schiuma in superficie di dubbia natura.

La domande, a questo punto, sorgono spontanee: qual è la causa di questa moria improvvisa? quali sono le reali condizioni delle acque del lago? E’ sicura l’acqua di cui disponiamo nelle nostre case?

Quello che conta è agire, sensibilizzare, discutere, spargere la voce, diffondere, analizzare e cercare disperatamente una risposta a questi “strani eventi”.

Dinanzi ad una situazioni cosi poco chiara, i cittadini di Puglia e Basilicata(ma non solo!) hanno il diritto di ricevere una chiara e corretta informazione da chi di dovere.

Guido Tortorelli e Lorenzo Iacovone per Materainside

Fonti:

www.popoffquotidiano.it

www.basilicata24.it

www.bistrocharbonnier.altervista.org

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