La Transumanza

La Transumanza

La storia della transumanza ha origini antichissime: risale alla preistoria, quando i primi uomini pastori accompagnavano, al termine dell’estate, gli armenti dai monti alle pianure per poi rifare lo stesso percorso al contrario alla fine della primavera. Si tratta di un “rito” proprio delle regioni meridionali del bacino del Mediterraneo, soprattutto diffuso in Spagna e nel Centro-Sud Italia e di cui si hanno tracce nel sud della Francia e Germania.

In particolare nel Centro Sud Italia si hanno notizie della transumanza nel periodo Romano. Per i Romani, infatti, la pastorizia rappresentò una vera e propria attività redditizia. Per questa ragione, la transumanza venne regolamentata attraverso la lex agraria epigrafica (111 a.C.) e posta sotto prelievo fiscale. Con il crollo dell’Impero Romano, la transumanza quasi scomparve per il fatto che non vi era nessuna garanzia di controllo e sicurezza di chi conduceva le greggi sulle strade battute dai pastori, i cosiddetti “tratturi”. Con l’anno 1000 e il regno di re Ruggiero d’Altavilla, la transumanza venne nuovamente regolamentata con la messa in sicurezza dei principali tratturi e, per tale motivo, i pastori furono costretti a pagare un pedaggio.

Fu però con gli Aragonesi che la transumanza assunse il ruolo di settore trainante dell’economia del Regno delle Due Sicilie. Venne, infatti, istituita la Regia Dogana della mena delle pecore di Puglia e la transumanza divenne obbligatoria. Il tavoliere delle Puglie venne lottizzato in tante aree, dette locazioni che venivano affittate ai pastori detti locati; il tutto era sotto il controllo di una persona, detta Doganiere. Ciò si svolse nelle medesime condizioni fino all’unificazione dell’Italia, quando le locazioni vennero riscattate dai contadini. Ciò diede una brusca frenata alla transumanza che vide sottrarsi il territorio necessario al suo essere.

Con l’età moderna, la transumanza viene praticata a scarto ridotto in alcune aree italiane. Purtroppo l’usanza sta scomparendo, inghiottita dal modernismo; per fortuna, qualcuno si è mosso in favore della transumanza per il suo recupero attraverso eventi culturali nei quali questa antica pratica viene fatta riscoprire alla gente. In effetti la transumanza, il cui nome deriva dall’unione dei termini latini “trans” che significa al di là e “humus” che significa terreno, è stata decantata da alcuni dei poeti più famosi: Terenzio ne parla nel “De Re Rustica”, Virgilio nelle Georgiche, Plinio il Giovane narra di pastori che conducevano le loro greggi per lunghi viaggio Dal Bruzio o dalla Daunia verso la Lucania o il Sannio e D’Annunzio la cita nella sua opera “I Pastori” che comincia pressappoco così: “Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare…”.

ENGLISH VERSION

The history of the transhumance it is very old: it is dated back to prehistory when the first shepherds led, at the end of the summer season, their flocks from the mountains to the plain areas and viceversa during when spring come back. It can be considered a proper ritual which is spread all over the Mediterranean basin from Spain to Italy or France and Germany.

For the Southern part of Italy transhumance started more important. For the Romans, indeed, pastoralism became a real business and, for this reason it started to be controlled through the lex agraria epigrafica (111 B.C.). With the fall of the Roman Empire, the transhumance almost disappeared due to the fact that to lead the flocks through these roads was not safe. It was around 1000 A.D. that the King Ruggiero D’Altavilla decided to control the transhumance again and for the security of the roads shepherds were obliged to pay a fee.

During the kingdom of the Aragoneses the transhumance became a leading branch of the economy of the South of Italy. The Regia dogana ( Royal douane)  was institutionalized and the transhumance became mandatory. The flat area of the northern Puglia called ” Il Tavoliere”, was divided in many small areas that were rented to the shepherds; everything was under the supervision of a man called Doganiere. This system survived up to the Italian Unification when the small rented pieces of land disappeared and with them the transhumance itself.  Nowadays transhumance is very limited in some small areas of the country; however, there are some people who create many events to evoke this ritual in order to keep it alive and bring it to common people: transhumance, which is the combination of the latin words “trans” on the other side and “humus” or terrain, has also been mentioned by some of the most famous latin poets: Terenzium, Virgilium and Plinius.

 

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