La palla oltre la rete: Claudio Amendolagine autore di “Vincere tutto”, quando non si parla di solo sport

La palla oltre la rete: Claudio Amendolagine autore di “Vincere tutto”, quando non si parla di solo sport

Bentornati ad un nuovo appuntamento con la rubrica Materpedia che oggi, in linea con l’argomento da trattare torna in versione digitale- scritta. Lo scorso giovedì, mentre ci occupavamo della rassegna teatrale “ Torno a casa” presentandovi l’ultimo spettacolo intitolato “le voci”, altre voci e altri personaggi tornavano a casa, tornavano a Matera per presentare la versione cartacea del libro “Vincere tutto”, un romanzo non solo di sport, una storia che ha visto la città di Matera raggiungere l’apice grazie ad alcune ragazze provenienti da diverse parti d’Italia che con la loro potenza nello schiacciare una palla oltre la rete, la loro determinazione e il sentirsi unite, ci hanno regalato un sogno. Abbiamo intervistato per voi uno degli scrittori di “Vincere tutto”: Claudio Amendolagine.

Blogger e consulente di comunicazione digitale per aziende e organizzazioni, e co-autore del libro “Vincere Tutto” in onore della PVF Latte Rugiada Matera 1992-1993 che racconta una narrazione sportiva di una stagione in cui tutti i record furono battuti, e la città di Matera che in quegli anni balzava agli onori delle cronache nazionali ed europee grazie alle vittorie delle campionesse di pallavolo.

Dopo diverse esperienze in Italia e all’estero, con una costante irrefrenabile voglia di evadere, scegli di fermarti e sorprenderci con un libro. “Vincere tutto” come nasce il progetto?
“Vincere tutto nasce dal progetto di una community online nata con l’intenzione di voler digitalizzare un prezioso archivio cartaceo nato sin da quando ero bambino. Da baby-tifoso quale ero mi dilettavo infatti in lunghe operazioni manuali di ritaglio, incollaggio e selezione degli articoli che riguardavano quelle vittorie. E Mario Giordano, capitando così per caso su quella pagina, e avendo vissuto in prima persona i racconti di suo padre, mi ha chiesto a quel punto di collaborare nella realizzazione di quest’opera. Ne è nato un libro anche fotografico, a mo’ di saggio, che racconta le vittorie una per una con la ricerca di aneddoti e luoghi speciali, come ad esempio lo fu Santeramo con la prima vittoria in Coppa dei Campioni nel 1993. Il libro è nato nel momento giusto, per celebrare le nozze d’argento del “triplete” (Coppa Campioni, Coppa Italia e Scudetto) di quell’anno. Dopo due anni in Australia e tanti anni in giro per il mondo, davvero non immaginavo di poterlo fare!”
Qual è stato il rapporto con la scrittura?
“Ho sempre desiderato scrivere un libro e il mio rapporto con la scrittura è diventato più intimo da quando ho cominciato a viaggiare sempre più frequentemente. Sul mio blog mi divertivo – e lo faccio tuttora – a scrivere dei diari di viaggio per ricordare ogni dettaglio e fare immaginare, ai lettori, i luoghi e le sensazioni che provavo. Travel blogging oggi forse è una parola un po’ abusata, ma io non lo sapevo ancora e l’ho fatto spontaneamente per condividere le mie esperienze con altri “backpackers”. Il prossimo libro, se ce la faccio, vorrei farlo più “romanzato”.

Il libro è stato scritto a quattro mani, come si interagisce tra scrittori? quali i pro e i contro se vi sono?
“Mario è un ragazzo straordinario e con una grande passione verso lo sport e in particolare verso la PVF Matera. E’ stato un lavoro davvero divertente e siamo riusciti a coordinarci malgrado non ci conoscessimo prima e nonostante la distanza (Siena- Matera). Tra i pro ci metterei senza dubbio la bellezza di poter condividere con la stessa intensità emozioni ancora intatte dopo 25 anni! Tra le difficoltà iniziali (poi diventate punti di forza) ci metterei forse diversi stili che magari due autori possono avere ma è stato comunque interessante fondere le nostre peculiarità per creare uno storytelling non troppo noioso per il lettore!”
Storie di sport e non solo…. quali sono le linee guida per questo viaggio di lettura?
“Le linee guida per questo viaggio direi che sono assolutamente soggettive. Per me passano inevitabilmente attraverso quei ricordi, e hanno il sapore di un’infanzia che meglio di così non avrei potuto vivere in quegli anni, tra uno zaino della Seven e un punto di Keba Phipps, tra un urlo di Consuelo Mangifesta e Non è la Rai. Per chi invece non c’era il viaggio narrativo va oltre le vittorie sportive e racconta di come una città all’epoca semi-sconosciuta sia arrivata a diventare capitale europea dello sport…”

Quanto è importante lo sport, quanto lo è stato per la nostra città? Le differenze tra la generazione 1992-93 e quelle di oggi.
“Lo sport a Matera è stato un importante collante sociale. E mentre il calcio è sempre stato più una prerogativa maschile (specie in quegli anni), la pallavolo è diventata più accessibile anche ad altre categorie sociali, risultando di fatto più “trasversale”, anche a causa dei numerosi successi che hanno creato un maggiore senso di appartenenza delle comunità locali. Nel 1992-93, epoca pre-digitale, famiglie, ragazzi e bambini, hanno considerato per anni il palazzetto anche come un luogo di incontro. Oggi sarebbe impensabile ricreare quel senso di attesa e di stupore che purtroppo i Social Media ad esempio hanno cancellato, dato che si basano sulla condivisione istantanea e sulla velocità delle informazioni trasmesse.”

In quegli anni Matera era sotto le luci dei riflettori grazie agli onori delle giocatrici, oggi Matera è nuovamente illuminata dopo anni bui…cosa è cambiato?
“Siamo sicuramente più lontani dagli stereotipi del Sud Italia legati a quegli anni, dato che Matera viene oggi associata a un luogo di cultura, animata da un fermento generale che ha portato tanto ottimismo proprio come allora. Lo sport ha portato Matera all’esaltazione della competitività e in quanto tale ha spinto a migliorarci, ad alzare i nostri standard cittadini. Per gli amanti del passato Matera aveva un fascino diverso, di un luogo ancora da scoprire, ma per me è molto più bella adesso. E sarebbe ancora più attrattiva per futuri investimenti che riportino una squadra di pallavolo a livelli di allora, dato il contesto nettamente più favorevole di oggi.”

Francesca Lorusso per Matera Inside

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