Inizia a prendere forma l’I-DEA, uno dei progetti cardine di Matera 2019!

Inizia a prendere forma l’I-DEA, uno dei progetti cardine di Matera 2019!

L’I-DEA (Istituto Demo-Etno-Antropologico) è uno dei due progetti cardine di Matera 2019 insieme all’Open Design School (qui la puntata di Insiders relativa all’ODS); è pensato come un istituto culturale del XXI secolo, in cui non ci sarà una collezione permanente, ma conterrà tutti gli archivi lucani, rendendoli disponibili attraverso i metodi della digitalizzazione e del cultural mapping. Il ricco patrimonio archivistico lucano comprende collezioni di strumenti artigianali e attrezzature contadine, opere di arte contemporanea, repertori sonori e archivi etnomusicali, collezioni fotografiche e cinematografiche e carteggi e documenti storici che raccontano la storia non solo della regione ma dell’Italia e dell’Europa.

L’I-DEA, che sorgerà nel Sasso Caveoso (in un’area che sta per essere riqualificata in sinergia con il Comune di Matera), destinerà i propri fondi sia alla digitalizzazione degli archivi attraverso la licenza Creative Commons che renderà il patrimonio lucano accessibile al mondo intero che alla preservazione degli archivi fisici già esistenti.

Lo scorso 9 Febbraio, presso la sede di Via San Rocco dell’Università degli Studi della Basilicata, si è svolto l’incontro preliminare del gruppo di lavoro congiunto tra Fondazione Matera- Basilicata 2019 e Università della Basilicata.

Del gruppo di lavoro fanno parte esperti locali, nazionali e internazionali dai profili multidisciplinari: l’antropologo Ferdinando Mirizzi, Direttore del Dipartimento Culture europee e del Mediterraneo presso l’Università della Basilicata; Pietro Clemente, Docente di Antropologia culturale presso le Università di Siena, Roma e Firenze; Véronique Ginouvès, studiosa presso MMSH – Maison méditerranèenne des sciences de l’homme, CNRS – Centre national de recherche scientifique, responsabile della Fonoteca, Aix-Marseille Université (AMU). In rappresentanza della Fondazione Matera-Basilicata 2019 erano presenti Joseph Grima, ideatore del concept I-Dea e curatore dell’Open Design School, il designer Jan Boelen, direttore artistico di Z33, direttore della Design Academy di Eindhoven, LUMA Arles; Ekaterina Golovatyuk architetto e ricercatrice che ha lavorato al progetto di restauro dell’Hermitage. All’incontro hanno preso parte anche Francesco Marano e Vita Santoro, antropologi presso l’Università della Basilicata, e alcuni membri dello staff della Fondazione Matera-Basilicata 2019: il direttore Paolo Verri, Ariane Bieou (Manager culturale), Rossella Tarantino (Manager Sviluppo e legacy) e Rita Orlando (Assistente sviluppo e legacy).

La riunione ha permesso al gruppo di lavoro di focalizzare i primi passi da fare per l’avvio dell’I-DEA:

  • l’individuazione di un primo nucleo di archivi e di privati cittadini da coinvolgere nel progetto;
  • la preparazione di un convegno da realizzare a maggio, in cui confrontarsi con esperti del settore archivistico, antropologico, museale e artistico ed esaminare alcuni esempi europei e internazionali di archivi diffusi, utili alla creazione dell’I-DEA.

Il gruppo ha inoltre fissato il mese di Ottobre 2017 per l’avvio delle prime mostre inerenti l’Istituto Demo-Etno-Antropologico.

Fabio Rizzi per Matera Inside

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