Il Carnevale tra gastronomia e tradizione

Il Carnevale tra gastronomia e tradizione

Le origini del Carnevale sono antichissime, molti le fanno risalire all’epoca greco-romana. Le prime testimonianze ci informano che, durante i giorni in cui si festeggia il carnevale, veniva sovvertito l’ordine sociale con le classi meno abbienti che prendevano il ruolo dei ceti più ricchi (da cui il termine a carnevale ogni scherzo vale) e vi era uno sregolato consumo di cibi.

Il termine carnevale deriva dal latino “Carnem-levare”  e soprattutto era un’espressione molto utilizzata dalla Chiesa al fine di invitare i fedeli ad astenersi dal mangiare carne durante i quaranta giorni successivi di Quaresima, i quali precedono la santa Pasqua. Infatti, sul calendario liturgico appare tra la festa dell’Epifania e il periodo della Quaresima. I festeggiamenti terminavano con il processo, la condanna e la lettura di un testamento di un fantoccio rappresentante dei mali dell’anno passato. Il fantoccio al rogo simboleggiava un augurio per il nuovo anno. Anche per il carnevale è possibile individuare un “rito” di propiziazione della fecondità della terra attraverso l’esorcismo della morte. Inoltre, poiché questi festeggiamenti si hanno nel periodo del nuovo anno agricolo, sono riconducibili a origini agricole pastorali; a tal proposito alcuni studiosi vedono il carnevale direttamente connesso ai culti dionisiaci di origine greca o i saturnalia di origine romana, feste religiose di natura orgiastica dove si prevedeva anche la sospensione del rapporto servo padrone. Poiché durante il Carnevale ci si doveva preparare al lungo periodo di Quaresima, si mangiava molto e soprattutto si mangiavano molti cibi fritti nel grasso di maiale che forniva molte energie nel periodo successivo.

Le chiacchiere nascono proprio con questo intento. Alcuni pensano che la ricetta delle chiacchiere arrivate fino a noi derivi da quella usata dai romani per la frittura delle frictilia , dolci a base di impasto di farina fritti nel grasso di maiale. Il nome delle chiacchiere deriva da un cuoco napoletano tale Raffaele Esposito che venne chiamato dalla Regina perché mentre chiacchierava le venne fame.

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