Egidia Bruno, attrice di livello internazionale con la Lucania sempre nel cuore

Egidia Bruno, attrice di livello internazionale con la Lucania sempre nel cuore

Puntuale come ogni settimana torna la rubrica “Materpedia”, rubrica attraverso la quale, noi di Materainside, mettiamo in evidenza persone, iniziative ed eventi che risultano essere un punto di riferimento per la comunità lucana.

Questa settimana abbiamo avuto il piacere di intervistare Egidia Bruno, attrice lucana nata a Latronico (PZ).

Lucana di nascita, bolognese per studi: laurea D.A.M.S. e diploma alla Scuola di Teatro Galante Garrone, vive e lavora a Milano. Se c’è una cosa che finora ha caratterizzato il suo percorso di attrice, questa è indubbiamente la trasversalità: dal teatro di prosa tradizionale, a quello di narrazione, “Memoria del fuoco” regia di M. Baliani, a quello per ragazzi, “Bambine”, regia di M. Maglietta, Premio E.T.I. ’96; dalla televisione, Rai 2, “Pippo Chennedy Show”, al cinema, “Del perduto amore”, regia di M. Placido; dalla radio al cabaret. Tutto questo la porta a essere autrice dei suoi testi: “Io volevo andare in America e invece so’ finita in India”, del ’98, scritto con R. Piferi, autore di P. Rossi; “Non sopporto le rose blu”, scritto con R. Schiavone e M. Belotti, sviluppando la corda a lei più congeniale, quella dell’ironia.

Da Latronico ai maggiori palcoscenici teatrali italiani: come nasce l’Egidia Bruno attrice?

Fare l’attrice è stato il mio sogno fin da bambina. Organizzavo spettacoli insieme alle mie amichette nei vicoli del centro storico di Latronico. Da grande il sogno è diventato realtà. Mi sono formata a Bologna e ho iniziato il mio percorso artistico-professionale a Milano, dove ho avuto modo di confrontarmi con vari generi: dal teatro di prosa a quello di narrazione, dal cabaret alla televisione. E nel frattempo sono anche diventata autrice dei miei lavori.

Come è stata influenzata la sua carriera da attrice dal rapporto professionale tra lei ed Enzo Jannacci?

L’incontro con Enzo Jannacci è stato molto importante.  Oltre al fatto che ha firmato per me la sua prima regia alla “tenera” età di 70 anni per il monologo “La Mascula”, tratto dal mio omonimo racconto, vincitore del Premio Massimo Troisi per la Narrativa Comica, è stata  l’occasione sia per confrontarmi con un artista a 360 gradi, sia di crescita umana e personale. Motivo per cui gli ho dedicato il mio omaggio teatrale “No tu no” che sto portando in giro da due anni.

Lei è una donna di cultura, e come tale non può rimanere indifferente di fronte a Matera 2019: è soddisfatta di come si sta evolvendo il progetto?

Vivo a Milano e seguo con interesse l’evoluzione di questo progetto e credo che sia una grande e importantissima occasione di crescita e di sviluppo non solo per Matera ma per tutta la Basilicata. Mi auguro e spero che si riesca a dare una risposta adeguata sia in termini qualitativi che gestionali/organizzativi. Le aspettative sono tante e legittime e sarebbe un vero peccato disattenderle.

A proposito di Matera 2019, lei è l’attrice principale del monologo “Mille anni: l’inizio”, tratto da un romanzo di Mariolina Venezia. Come è nata questa collaborazione e cosa prova ad andare in scena nella sua terra natia?

Ho conosciuto Mariolina Venezia durante la MILANESIANA di Elisabetta Sgarbi qualche anno fa e quando lei ha pensato alla trasposizione teatrale del suo romanzo mi ha chiesto di esserne l’interprete, cosa che mi ha fatto molto piacere. E’ un romanzo che mi ha appassionato e portarlo in scena, specie in Basilicata, mi emoziona particolarmente.  

 Quali sono i suoi progetti futuri?

In questo momento ho tre diversi lavori che porto in giro e sto organizzando le idee per un nuovo spettacolo.

Un grazie speciale all’attrice lucana per l’estrema disponibilità dimostrataci!

Immagine in evidenza: sito internet ufficiale di Egidia Bruno

Matera Inside

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