Domenico Ridola

Domenico Ridola

Domenico Ridola nacque a Ferrandina il 19 Ottobre 1841 da Gregorio e dalla nobile Camilla De Gemmis di Terlizzi.  A Matera intraprende gli studi presso la scuola privata del canonico Guanti e in seguito presso il seminario Lanfranchi. Laureatosi in pediatria presso l’università di Napoli, viaggia a lungo per l’Italia e in Europa dove approfondì gli studi e abbracciò la corrente positivista all’ora in voga in Europa che dava importanza all’approccio rigoroso e scientifico in qualsiasi campo di studi. Ritornato a Matera nel 1869, a causa dell’infermità del padre, aprì il suo studio medico in via Duomo. Insegnò al liceo Duni e continuò le sue ricerche in ambito medico, scoprendo, tral’altro, una patologia pediatrica della bocca nota come “sindrome del Ridola”. Il Ridola, inoltre, fu un grande appassionato di archeologia. Questa sua passione lo portò, in territorio Materano, a scoprire molti siti archeologici risalenti alla preistoria. Nel 1878 su eletto consigliere comunale, qualche anno dopo divenne anche sindaco di Matera e in seguito anche consigliere provinciale, carica che ricoprì per ben 36 anni. In campo archeologico, scopre tutti i siti preistorici più importanti del territorio materano. I Villaggi trincerati di murgia Timone, Trasano, Trasanello e Tirlecchia caratterizzati da un fossato a difesa dello stesso. Grazie a uno spiccato senso di osservazione, scopre che la vegetazione intorno ai fossati è più verde di quella circostante per cui ipotizza la presenza di “fossi” dove l’umidità di trattiene di più. Altra scoperta molto importante è il sito neolitico di Serra D’Alto caratterizzato da rinvenimenti di vasella ceramico con figure a spirali, scacchiere, acrome e dipinte a cui viene dato il nome di Ceramiche di “Serra D’Alto” e che ebbe eco a livello internazionale. Nel 1914 partecipò ai congressi di archeologia di Roma, Monaco e Atene ed ebbe modo di confrontare le sue scoperte con i ritrovamenti  siciliani “del Sentinello” anch’essi caratterizzati da fossati. Altre scoperte notevoli del Ridola furono la necropoli arcaia ad incenerazione presso il colle Timmari e la Grotta dei Pipistrelli. In quest’ultimo sito emerse una grotta funeraria di grande pregio, ma a causa di una leggenda che aleggiava a Matera da tanto tempo, ossia la presenza di un tesoro all’interno della Grotta stessa, presi dalla foga i collaboratori del professore cominciarono a scavare in maniera scriteriata, rovinando in parte la scoperta del sito. Continua le sue ricerche fino al 1910, quando dona tutto il materiale rinvenuto allo Stato Italiano. L’anno successivo il materiale verrà esposto nell’ex convento delle clarisse che diventò Museo Nazionale a lui dedicato. Nella sua visita a Matera nel 1926 anche l’allora Re ammirò i reperti trovati dal Ridola nel nuovo museo. Si spense all’eta di 91 anni nel 1932 a Matera.

Materainside

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