Cattedrale di Matera

Cattedrale di Matera

Dopo l’epoca buia della dominazione romana e dell’alto medioevo, quando la città venne contesa tra Bizantini e Longobardi, arrivarono a Matera i Normanni portando in città il feudalesimo che interessò la città per circa 5 secoli. In questo periodo la città, che faceva parte della Terra d’Otranto ed era al confine con la Basilicata, riuscì, nonostante le varie crisi che interessarono in Regno di Napoli, a darsi più forme evolute di organizzazione. Nella città molto influente era la Chiesa e il clero, che, di fatti, aveva un ruolo istituzionale grazie alla riconferma della cattedra arcivescovile. Si posero, inoltre, le premesse per la formazione di un ceto locale abbastanza differenziato a cui partecipavano i nobili, la burocrazia regia e la classe artigiana. In quest’epoca Matera mutò rapidamente, infatti si diede un forte impulso allo sviluppo della Civita: la cinta muraria venne rafforzata e venne pianificata l’area urbana a cavallo tra la Civita e la viabilità appulo-lucana. In quest’epoca si portano a compimento alcune delle opere architettoniche più importanti della città come il Duomo di Matera.

Nel 1203, con il Papa Innocenzo III, si decise di fondere la diocesi di Matera con quella di Acerenza. Il primo vescovo della nuova diocesi, Andrea, volle celebrare l’avvenimento progettando la costruzione di una nuova Cattedrale che, nella sua magnificenza, fosse degna della nuova condizione religiosa ed amministrativa della città. Matera. all’epoca, aveva sì una propria chiesa madre, ma troppo modesta da assolvere alla sua nuova funzione. Essa era dedicata a Santa Maria d’Episcopio (o a Santa Maria di Matera secondo altre fonti), ma di certo aveva accanto il cenobio di sant’Eustachio, il quale aveva avuto il suo momento di gloria nel 1039, anno in cui il papa Urbano II si fermò qui prima di partire per la terra Santa. Dell’antica costruzione esistono, tutt’ora, alcuni elementi architettonici visibili, come l’affresco bizantino della Madonna della Bruna. La costruzione cominciò intorno al 1230 e terminò intorno al 1270, come riporta una iscrizione posta sull’architrave di una porta che conduce al campanile. Per innalzare la sua posizione, fu deciso di realizzare un terrapieno artificiale di sei metri sullo strato roccioso. L’edificio è in stile romanico pugliese con la facciata principale che presenta una notevole quantità di elementi simbolici. Sulla porta maggiore vi è, tra decorazioni floreali, la statua della Madonna della Bruna, mentre ai lati vi sono i santi Teopista e Eustachio, protettori anche loro della città. La facciata è rivolta ad occidente verso il sasso Barisano. Altro elemento caratteristico è il rosone, che richiama la ruota della fortuna e, quindi, la vita degli uomini, i quali potrebbero perdere la retta via per andare in contro ai vizi o al peccato (simboli della sirena e dell’aquila). La facciata laterale della chiesa, quella che si ammira attraversando la porta di Suso, presenta due belle porte adornate: una è la porta di piazza, che ha come elemento principale una formella raffigurante Abramo, il padre delle tre religioni monoteistiche e l’altra è la porta dei leoni, data la presenza simbolica di due leoni che furono posti a guardia della fede. Inoltre, sulla sommità della porta sono presenti delle pigne con la funzione di scacciare la malasorte. Altro elemento caratteristico è il campanile. Alto 52 m di forma quadrangolare presenta, per ogni piano, finestre bifore. La parte superiore presenta una cuspide aggiunta in epoca barocca. L’interno della basilica è stato fortemente rimaneggiato nel corso dei secoli, in quanto poco rimane del vecchio impianto medioevale. La pianta è a croce latina con tre navate. Elementi molto importanti presenti all’interno sono: a destra dell’ingresso, è possibile ammirare il giudizio universale, unico esempio superstite delle decorazioni medioevali originali e il presepe di Altobello Persio, posto nella cappella di San Nicola al Cimitero. Esso è scolpito in pietra calcarea ed evoca fedelmente la vocazione agropastorale dei materani dell’epoca rinascimentale. Il primo altare della navata centrale ospita, invece, l’affresco della Madonna della Bruna del 1270. Attualmente la Cattadrale è in restauro dopo che alcuni stucchi settecenteschi sono crollati.

Foto allegate al link a cura di Miriana Russo per Materainside.

Si ringraziano per le info: SassiWeb; “Matera storia di una città” Lorenzo Rota Edizioni Giannatelli.

Materainside

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