Caso facebook: che fine fanno i nostri dati ?

Caso facebook: che fine fanno i nostri dati ?

Il social network più famoso e affollato del mondo, pare sia attualmente sotto i riflettori a causa dell’ utilizzo illecito di dati personali appartenenti a circa 50 milioni di utenti, da parte di Cambridge Analytica, un’ agenzia di consulenza per il marketing.

A seguito della fuoriuscita di questa notizia scottante, le immediate conseguenze non si sono fatte attendere soprattutto sui mercati finanziari, dove il titolo della piattaforma di Mark Zuckerberg ha perso la bellezza del 6,22 %. La Cambridge Analytica, pare, avrebbe utilizzato l’ enorme mole di dati al fine di predire e influenzare le scelte elettorali degli utenti. La preoccupazione rispetto all’ impatto di una simile vicenda, non si è fatto attendere, specialmente da parte del governo britannico, il quale non nasconde il timore che la questione possa aver avuto un’ influenza addirittura sulla Brexit.

Poichè nella società Cambridge Analytica era presente anche l’ ex capo stratega della Casa Bianca, il Congresso degli Stati Uniti ha convocato diverse volte il numero uno di Facebook Mark Zuckerberg, per chiarire, evidentemente, la vicenda.

A prescindere dalle minuzie che riguadano la questione di specie, sicuremente l’ episodio apre ancora una volta il dibattito sulla sicurezza della riservatezza sulla rete. I social network sono ormai parte integrante della nostra esistenza, in una maniera più che consolidata, e vengono incontro a diverse esigenze del nostro quotidiano, tra cui in prevalenza si distinguono necessità di informazione e socialità.

Tuttavia l’enorme traffico di dati personali e la tracciabilità dei nostri movimenti sulla rete mettono in crisi il diritto a tenere per noi ciò che ci riguarda. A tal proposito lo stesso governo britannico ha lanciato il monito di una eventuale regolamentazione dei contenuti dei social network, al fine stesso di fare ordine al far west della rete e scongiurare il ripetersi eventi di questo genere. Spesso infatti, i materiali che ci vengono proposti sui social sono frutto delle nostre ricerche online, che rappresentano il criterio in base al quale gli algoritmi dei social network ci presentano contenuti ritenuti affini alle nostre presunte preferenze.

Pertanto, prima che qualcuno intervenga per fare ordine sulla rete è importante avere un’ educazione digitale che ci consenta di difenderci autonomamente e ci consenta di fare un uso dei social sicuro e responsabile, perchè quello che accade sui social è reale e autentico. Si parla di realtà virtuale, proprio perchè è una realtà.

 

FONTE FOTO: repubblica.it

Luigi Tocci per Matera Inside

 

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