Il “Carnevalone” di Montescaglioso: mito e tradizione

Il “Carnevalone” di Montescaglioso: mito e tradizione

Febbraio è mese di carnevale, e in quale posto se non nel Sud Italia questa ricorrenza è molto sentita?

Vi raccontiamo uno dei carnevali più belli del meridione italiano, forse quello che attira più gente in Basilicata: il carnevale di Montescaglioso.

Il Carnevale di Montescaglioso (come i più blasonati carnevali d’Italia) prevede una sfilata di carri allegorici, e vede il suo culmine il Martedì grasso, quando va in scena il cosiddetto “Carnevalone“. Il Carnevalone presenta una sfilata di maschere tipiche della tradizione montese: le più famose sono “Carnevalone” (un vecchio destinato a finire sul rogo come buon auspicio per il nuovo anno), “Quaremma” (la moglie di Carnevalone) che è vestita a lutto e “Carnevalicchio“, che è partorito durante il rogo di Carnevalone e che rappresenta il rinnovarsi della natura.

Il Martedì grasso si apre con il rito della vestizione e con la parca che rotea il fuso della vita tra le gambe della gente. Poi è il turno dei suonatori dei Campanacci, che accompagnano la Quaremma che porta in braccio il neonato e trascina una carriola in cui chiede di lasciare offerte in natura ed in denaro. Chiude il corteo il vecchio Carnevalone, che, a cavallo di un asino, porta dei cartelli su cui sono scritte frasi popolari rivolte contro i politici, le tasse e tutto quello che di negativo c’è stato nell’anno passato.

Quando ormai la notte ha fatto capolino, Carnevalone viene portato in spalla fino alla piazza centrale, dove viene bruciato, mentre la moglie Quaremma partorisce Carnevalicchio.

La festa si conclude con quaranta rintocchi di campana, che segnano l’inizio della Quaresima.

Ecco alcuni scatti a cura del nostro Michele Disanto:

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