Il Campanaccio 2018 di San Mauro Forte

Il Campanaccio 2018 di San Mauro Forte

Ritorna anche quest’anno l’edizione del Campanaccio a San Mauro Forte dal 15 al 21 Gennaio, rito tipicamente carnevalesco che oggi tende ad assumere vari significati per i suoi abitanti e  per chi partecipa da protagonista all’evento. Anche in questa edizione varie saranno le iniziative che accompagneranno le squadre di liberi suonatori di campanacci per le vie del paese, il secondo raduno delle maschere dei carnevali lucani organizzato dalla Pro loco, la rievocazione storica dello sciopero del 1940 del maestro Ulderico Pesce ed una serie di presentazioni e convegni di varia natura. Gruppi di uomini, donne e bambini tra il 16 e il 17 gennaio.

Nel weekend, raggruppati in squadre girano per le vie del paese con campanacci di varie dimensioni producendo un frastuono cupo ed indiavolato e dopo i tre giri rituali intorno alla chiesa di San Rocco ove è custodita l’effigie di Sant’Antonio Abate protettore degli animali ed in particolare del maiale le cui carni un tempo erano la principale base di sostentamento per le numerose famiglie contadine; si recano successivamente presso le case dei parenti e degli amici per rendergli omaggio con delle serenate, talvolta a ritmo della cupa-cupa (il tamburo a frizione) dove vengono offerti vino e prodotti tipici locali. L’evento che ogni anno apre ufficialmente il carnevale ha subito delle evidenti trasformazioni nel corso del tempo, certo non un caso isolato ma che ha portato alcuni antropologi a parlare di ritradizionalizzazione, ovvero riutilizzare i simboli e gli oggetti della tradizione dandogli un nuovo significato, una nuova funzione.

Un tempo queste erano chiamate pratiche sociali, il suono dei campanacci aveva una funzione apotropaica e propiziatoria, scacciare gli spiriti maligni che mettevano in pericolo il raccolto, per devozione affinché il santo facesse crescere il maiale sano e prosperoso; oggi si traducono in pratiche culturali in senso identitario, infatti si sente spesso dire (lo si fa perché lo facevano i nostri nonni, perché è la tradizione).

L’evento non è più improvvisato come una volta e tutte le squadre partecipano attivamente, prima era un fatto esclusivo per gli uomini che oggi però, accoglie tutti coloro che vogliano cimentarsi nel suonare questo pesante fardello tanto per divertimento quanto per curiosità.

Tutte queste iniziative saranno accompagnate quest’anno dalla possibilità di effettuare visite guidate nei musei e nel centro storico grazie al lavoro della neonata associazione Musei, tradizioni & territorio capitanata da due giovanissimi ragazzi del posto: Marco Diluca e Giancarlo Mita.

ph credits PAOLO A. LOPIANO

Rocco Mastrangelo per Matera Inside

 

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