Attentato a Manchester: strage al concerto di Ariana Grande

Attentato a Manchester: strage al concerto di Ariana Grande

Il 22 Maggio 2017 alle 22.30 circa, un nuovo attentato sconvolge l’Europa. Durante il concerto della nota pop star americana Ariana Grande, tenutosi a Manchester, un lampo seguito da un boato ha tolto la vita a 22 persone e ne ha ferite altre 59. Lo scenario che si è venuto a creare ricorda un campo di battaglia con sangue ovunque, almeno secondo quanto dichiarato dai testimoni.

Il capo della polizia inglese ha confermato che purtroppo si tratta di un attentato kamikaze, in cui l’ attentatore ha agito da solo servendosi di un ordigno rudimentale. Non è chiaro se quest’ ultimo avesse complici o se facesse parte di una rete specifica, quel che è chiaro è che la macchina del terrore non si ferma e continua a creare caos e morte.

Ancora una volta le vittime sono dei giovani, nella fattispecie si parla anche di bambini, ancora una volta si parla di vittime innocenti che incontrano la morte in un esperienza di svago e divertimento, esattamente come è accaduto al Bataclan di Parigi.

Frasi di sconcerto ovviamente non si sono fatte attendere dal mondo della politica, dove la premier May ha definito quanto accaduto un attacco orribile, e anche la stessa cantante Ariana Grande si è definita dispiaciuta e sconcertata. Nella mattina del 23 Maggio, ovvero giorno successivo alla strage, il mondo si ritrova nuovamente a piangere le vittime della violenza e del fanatismo. La ricerca dell’ arma che possa combattere una volta per tutte la prepotenza e la convinzione di chi non è in grado di accettare chi la pensa in maniera diversa, ed è talmente rapito dalla sua idea da pensare che chi non la condivida non meriti di vivere, non avrà mai fine.

Il nostro Paese questo lo sà bene, infatti nel giorno del 23 Maggio, immediatamente successivo alla tragedia di Manchester, l’ Italia commemora la strage di Capaci, dove persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta.
Mentre dall’ aula bunker del maxi processo a Cosa Nostra ha luogo la commemorazione di quello che può essere definito l’ 11 Settembre italiano, è stato inevitabile il minuto di silenzio di commemorazione delle vittime dell’ ennesima manifestazione di violenza che anche se di matrice diversa è nel merito identica a quella del 1992.

Quello che accomuna la Mafia al terrorismo islamico è molto più di quello che si può immaginare. La cultura del terrore, il disprezzo per la vita, il tentativo di far chinare il capo in onore della paura, sono solo alcuni degli ingredienti. Combattere questi fenomeni equivale a fare proprio il concetto della legalità, inteso come ideale che si manifesta in ogni azione della vita e che si concretizza nel rispetto di se stessi e degli altri. Non esistono uomini d’ onore che avvelenano e ammazzano, ma uomini onesti che onorano se stessi , non esistono martiri che commettono stragi in onore di Dio, ma uomini che morirebbero per salvare una vita in onore di Dio.

*Fonte immagine: web.

Luigi Tocci per Materainside

 

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