27 Gennaio: quando il silenzio apre la mente

27 Gennaio: quando il silenzio apre la mente

“Non sugli eroi, ma sui testimoni si fonda l’onore di un popolo”.

In questi giorni, ripensando alla Shoah, cercavo un buon libro che potesse aiutarmi a riflettere e l’ho trovato ne “Il torto del soldato”, scritto da Erri De Luca, da cui è tratta la frase sopra citata. Il racconto, narra di un criminale di guerra nazista sfuggito ai processi che si tormenta fino all’ultimo istante della sua vita di un unico grande torto: quello della sconfitta. Lungi dall’iniziare discussioni sulla disputa tra vincitori e vinti, nella giornata di oggi ci dovrebbe essere non tanto il ricordo dello “sterminio ebraico” da parte dei nazisti, quanto la nostra capacità di mettere in pratica nel quotidiano gli insegnamenti che derivano da queste atrocità. La Shoah non bisogna commemorarla soltanto in una data specifica, ma dovrebbe essere un punto d’avvio per capire l’assurdità di processi che affossano la dignità dell’essere umano. La parola dignità sembra sempre di più un tabù, perché purtroppo siamo ogni giorno giorno “costruttori di muri”, di deserti che isolano persone vicine a noi, senza sforzarci di sentire la loro storia e comprendere. La comprensione è un’altra qualità che l’uomo ha perso. Molto spesso ci sforziamo di non capire, per paura di perdere un’inutile centralità, perché ci piace badare soltanto a noi stessi. Viviamo un egoismo che sembra quasi una droga, dove prevaricare sull’altro vuol dire sinonimo di forza e vigore, mentre chi non riesce ad uscire dal proprio guscio, resta schiacciato e inerme. Nel mezzo resta soltanto un grande silenzio, mischiato ad indifferenza e paura. Ma di cosa avremmo paura? Forse di un ricordo scomodo, al punto da nasconderlo come la polvere sotto un tappeto, oppure di non ammettere a noi stessi che il nostro più grande torto è l’arroganza, specie nel decidere ciò che è giusto o sbagliato in base ai nostri interessi. E la nostra mente? Cerchiamo di deviarla verso ciò che ci soddisfa immediatamente, lasciando che la riflessione occupi soltanto l’1% del nostro tempo. In questa giornata, i classici slogan e le pubblicità commemorative sono ormai una consuetudine, ma per cambiare questo copione già scritto, possiamo avvalerci di una grande arte: ” l’arte del silenzio “. Quel silenzio che possa aprire la nostra mente, rendendoci spettatori attivi e non passivi della storia.

Alessandro Venturo per Materainside

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