2019 PIANTIAMOLA, 100mila alberi proteggono Matera!

2019 PIANTIAMOLA, 100mila alberi proteggono Matera!

Da 3 anni a questa parte l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) pubblica uno studio sulla situazione riguardo il consumo di suolo in Italia. Il consumo di suolo è un fenomeno associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, dovuta all’occupazione di superficie originariamente agricola, naturale o seminaturale. Il fenomeno si riferisce, quindi, a un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative. Un processo prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, fabbricati e insediamenti, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.

Quest’anno, il rapporto è stato presentato a Roma lo scorso 13 Luglio, ed è scaricabile al link

http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2016

Analizzando i dati riguardanti la Provincia di Matera si evince come questa sia, dal 2012 ad oggi, quella con il più alto incremento percentuale di suolo consumato, seppur rimanga ancora una delle poche province con una percentuale modesta di suolo consumato rispetto al totale della superficie.

Gli apporti maggiori per la provincia di Matera sono da attribuire ai dati di Policoro, con un incremento negli ultimi 3 anni del 11,7 % (pari a 791,6 ettari) e a quelli della città dei Sassi, con un incremento del 4 % che, in relazione alla vastità della superficie comunale, corrisponde ad un consumo di ben 1568,3 ettari di suolo.

Se confrontati con i dati nazionali, tali numeri non sono da “bollino rosso”, eppure si sta assistendo ad un graduale allineamento di Matera e provincia verso gli standard nazionali.

E’ appurato, ormai, che il consumo scellerato di suolo aumenta il rischio di danni in caso di alluvioni e abbassa notevolmente la qualità dell’area respirata, soprattutto se sono consumate superfici boschive.

Matera e la sua provincia, così come tutta la Basilicata, possono fungere da “polmone verde” dell’intera nazione, se sono attuate politiche a tal fine.

A Matera, nello specifico, l’uomo ha vissuto per millenni in simbiosi con la natura, e testimonianza di ciò sono i rioni Sassi, le cui abitazioni sono state ottenute utilizzando solo quello che la natura offriva, scavando nella tenera roccia ed utilizzando il materiale di scavo per le tamponature esterne, o il cui antico sistema di canalizzazione delle acque ha razionalizzato per secoli l’utilizzo del bene più prezioso che la natura offre; questo, e molto altro, ha permesso alla città dei Sassi di avere per millenni un impatto zero nel contesto ambientale globale.

Da qualche decennio a questa parte, però, stiamo assistendo anche a Matera ad un’espansione irrazionale della città, cosa che invece non era accaduta per i quartieri post-sfollamento (Spine Bianche, Lanera, ecc.); paradossalmente, molti quartieri moderni, come quelli prospicienti la collinetta di Serra Rifusa, presentano un rischio idrogeologico più accentuato degli antichi e millenari rioni.

Il consumo di suolo, ovviamente, non è un problema della sola città dei Sassi, e può essere combattuto solo con la ferma volontà del governo nazionale.

Matera, tuttavia, può (e deve) essere un modello in campo ambientale: a tal fine, nel periodo pre-designazione ECOC, Legambiente si propose come referente del progetto “2019 PIANTIAMOLA, 100mila alberi proteggono Matera: in particolare, le due coste di Matera di Aia Del Cavallo e di Matinelle”. Un progetto ambizioso, che vide anche la piantumazione dei primi 200 alberi sulla collinetta di Serra Rifusa; dopo alcuni mesi, però, il progetto perse forza e non se ne fece più nulla. Oggi, invece, potrebbe prendere nuova linfa integrandolo con Gardentopia, uno dei cluster di Matera 2019.

Gardentopia, per chi non lo conoscesse, è noto per aver fatto rifiorire molte aree di Matera e della Basilicata, dapprima con il concorso “Balconi Fioriti” (nel 2014) e poi con “Basilicata Fiorita” (lo scorso anno).

Con la ripresa del progetto 2019 PIANTIAMOLA, 100mila alberi proteggono Matera, si potrebbe dotare la città dei Sassi di una “cintura” verde che ne eleverebbe di molto la qualità della vita.

Voi cosa ne pensate? Sareste favorevoli a contribuire al rinverdimento della nostra città, contribuendo in prima persona?

 

Il team di Matera Inside

 

 

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